martedì, Dicembre 6, 2022
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Comunicato del Comitato italiano di parlamentari e cittadini Iran Libero di protesta contro il viaggio di Renzi in Iran

Il Comitato italiano di parlamentari e cittadini Iran Libero, che comprende i deputati di diversi gruppi parlamentari, esprime le sue profonde preoccupazioni per la visita del Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi che avrà luogo la prossima settimana in Iran, paese in cui avviene il numero più alto di esecuzioni capitali. L’Italia, da sempre pioniere nella battaglia contro la pena di morte, non può rimanere indifferente rispetto alla drammatica situazione dei Diritti Umani in Iran dove, secondo il relatore speciale dell’ONU, durante l’anno 2015 sono state impiccate almeno 966 persone, che è il numero più alto da vent’anni. Il Comitato italiano di parlamentari e cittadini Iran Libero, che comprende i deputati di diversi gruppi parlamentari, esprime le sue profonde preoccupazioni per la visita del Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi che avrà luogo la prossima settimana in Iran, paese in cui avviene il numero più alto di esecuzioni capitali. L’Italia, da sempre pioniere nella battaglia contro la pena di morte, non può rimanere indifferente rispetto alla drammatica situazione dei Diritti Umani in Iran dove, secondo il relatore speciale dell’ONU, durante l’anno 2015 sono state impiccate almeno 966 persone, che è il numero più alto da vent’anni. Nei giorni scorsi alcuni tra più i autorevoli membri del Parlamento italiano in un comunicato hanno chiesto al Presidente Renzi di rinviare la visita fino a che non si registri in Iran un miglioramento della situazione dei Diritti Umani. Nel comunicato si afferma: L‘Assemblea generale dell’ONU ha condannato anche ultimamente, nel dicembre 2015, il regime teocratico iraniano per la pressante e sistematica violazione dei diritti umani e, vista la drammatica situazione, il Consiglio dei diritti umani dell’ONU ha confermato, nel mese di marzo 2016, l’osservazione speciale della situazione dei diritti umani in Iran. Dall’insediamento di Rouhani sono aumentate le ingerenze e gli interventi terroristici del regime iraniano nella Regione mediorientale. Oltre alla presenza massiccia dei pasdaran iraniani che da anni massacrano il popolo siriano, la settimana scorsa il regime ha ufficialmente dichiarato che spedirà in Siria una divisione del reparto speciale dell’esercito. Nei giorni scorsi le forze marine degli Alleati hanno fermato nelle acque internazionali 4 navi iraniane che portavano le armi ai ribelli yemeniti, gli Houthi. Le recenti manovre missilistiche sono una chiara violazione delle risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. In questo momento la Sua visita a Teheran, in qualità di Presidente del Consiglio di uno dei paesi del G7, sarà percepita dal regime iraniano come una implicita affermazione dei suoi nefasti interventi. Verrà interpretata come un beneplacito alla repressione interna e all’espansione esterna. Perciò noi Le chiediamo di rinviare la Sua visita a Teheran e che sia condizionata al miglioramento della situazione dei diritti umani in quel Paese. Qualora ritenesse di effettuare la visita, almeno presti attenzioni alle seguenti questioni, per limitare la strumentalizzazione da parte del regime iraniano della Sua presenza a Teheran: • Condanna ferma ed esplicita della violazione dei Diritti Umani in Iran e arresto delle impiccagioni, soprattutto dei prigionieri politici; • Fine delle discriminazioni nei confronti delle donne e delle minoranze entiche e religiose; • Liberazione dei prigionieri politici rinchiusi nelle carceri del regime; • Fuoriuscita dei pasdaran e dell’esercito iraniano dalla Siria e dall’Iraq e fine delle ingerenze guerrafondaie del regime iraniano nella Regione.

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