giovedì, Febbraio 9, 2023
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Appello dell’Europa e degli Stati Uniti per il ritiro dell’ultimatum del governo iracheno sulla repressione di Ashraf

Conferenza internazionale in seno al Parlamento Europeo a Bruxelles:
Appello dell’Europa e degli Stati Uniti per il ritiro dell’ultimatum del governo iracheno sulla repressione di Ashraf
 
Maryam Rajavi: “Vi metto in guardia contro una catastrofe umanitaria imminente. Per fermarla, non si deve perdere altro tempo!”
 
CNRI – Alcune grandi personalità internazionali, europee e statunitensi, riunite mercoledì 19 ottobre in una conferenza tenutasi nella sede del PE, hanno lanciato l’allarme contro le sinistre intenzioni del regime iraniano e del governo iracheno contro i residenti di Ashraf, e reclamano che l’ultimatum, illegale, fissato per la fine di quest’anno per chiudere il campo, sia ritirato al fine di evitare una nuova carneficina. In questa conferenza si è chiesto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, all’HCR e all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, nonché ai governi occidentali, di prendere delle misure urgenti per la sicurezza del campo di Ashraf, e di costringere il governo iracheno a ritirare il suo ultimatum fino al dislocamento dei residenti del campo in un altro Paese, allo scopo di evitare un disastro umanitario.
 
Gli ospiti della conferenza hanno ripreso l’amministrazione degli Stati Uniti per aver disatteso le proprie responsabilità nei confronti della popolazione civile di Ashraf e della sua sicurezza nel campo. Hanno poi sottolineato che sugli USA cadranno interamente le responsabilità di un nuovo bagno di sangue ad Ashraf. Hanno inoltre chiesto al Presidente Americano e al Dipartimento di Stato di togliere il nome dei Mujaheddin dalla loro lista delle organizzazioni terroriste; cosa, questa, che segnerebbe una prima iniziativa che andrebbe nella direzione della sicurezza di Ashraf.
 
I principali interventi di questa conferenza, presieduta da Jim Higgins, membro della Presidenza del PE, sono stati quelli di Maryam Rajavi (Presidente eletto della Resistenza Iraniana); di Alejo Vidal Quadras (vice Presidente del PE); di Stephen Hughes (vice Presidente del gruppo socialista), di Tunne Kelam e Soren Sondergaard, europarlamentari di Estonia e Danimarca; di Michael Mukasey (Segretario della Giustizia USA dal 2007 al 2009); di Louis Freeh (capo dell’FBI dal 1993 al 2001); di Günter Verheugen (Commissario Europeo dal 1999 al 2009 e Segretario di Stato tedesco AE); e del Colonnello Wesley Martin, ex Commissario delle Forze Antiterroriste della coalizione in Iraq, e Commissario per la sicurezza di Ashraf.
 
Dal pulpito della conferenza, alla quale hanno partecipato decine di deputati europei, Maryam Rajavi, si è appoggiata su informazioni ottenute da fonti della resistenza interna dell’Iran, per svelare un piano comune, del regime iraniano e del governo iracheno, volto ad attaccare Ashraf e occupare la gran parte del campo, al fine di effettuare un’altra carneficina.
 
Il governo iracheno ha avviato i preparativi che si è imposto per portare a termine questa operazione. Ha rivelato il Presidente eletto della Resistenza Iraniana.
 
Il governo iracheno tenta di minare la procedura, avviata dall’HCR, per designare lo statuto giuridico degli abitanti di Ashraf, per avere come pretesto l’assenza di progressi in questa direzione alla fine del mese di dicembre, allo scopo dunque di giustificare un nuovo assalto mortale. Ha poi spiegato.
 
Maryam Rajavi ha fatto appello ai governi occidentali, segnatamente all’UE, che procura ogni anno enormi somme di sostegno finanziario all’Iraq, affinché faccia pressioni sul governo di questo Paese, perché si conformi ai suoi doveri internazionali, in cooperazione, sopratutto, col rappresentante particolare della Signora Ashton per Ashraf, e che si astenga dall’aggirare gli sforzi delle organizzazioni legate all’ONU.
 
Si è lei stessa rivolta al Segretario Generale delle Nazioni Unite e all’Alto Commissario ai Diritti dell’Uomo all’ONU, perché creino delle garanzie contro una nuova catastrofe umanitaria, e installino ad Ashraf un gruppo di osservatori nel più breve tempo possibile.
 
Maryam Rajavi ha inoltre sollecitato l’opposizione ufficiale degli USA, dell’Europa, della Signora Ashton e delle Nazioni Unite, all’ultimatum criminale fissato dal governo iracheno per chiudere il campo di Ashraf, fino alla fine del mese di dicembre, e di non essere degli osservatori passivi di un disastro che era stato abbondantemente previsto da tempo.
 
Il tempo incalza e non bisogna perderne altro per fermare una catastrofe umanitaria. Ha infine messo in guardia la dirigente della Resistenza iraniana.
 

 

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