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Agenti del regime iraniano minacciano i residenti di Camp Liberty dopo l’incontro con il ministro iracheno

Arrivo di mercenari a Camp Liberty – No. 7

Il Ministro iracheno per i Diritti Umani si è incontrato con i mercenari del MOIS e della FQ del regime iraniano che si spacciano per familiari dei residenti di Camp Liberty, aprendo la via alla tortura psicologica e al massacro dei residenti

I media del regime iraniano e il sito web del Ministero per i Diritti Umani iracheno hanno annunciato che il 14 Giugno Mehdi Bayati, Ministro iracheno per i Diritti Umani, si è incontrato con i mercenari del Ministero dell’Intelligence (MOIS) e della forza terroristica Qods (FQ) del regime iraniano, arrivati in Iraq spacciandosi per i familiari dei residenti di Camp Liberty. Bayati è membro del gruppo terroristico Badr che è sotto il comando della FQ del regime iraniano.

Secondo il sito web del Ministero dei Diritti Umani iracheno, il Ministro Bayati ha ripetuto le  solite assurde falsità del regime iraniano contro l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), affermando: “Dopo il 2003… l’Iraq ha trattato i terroristi membri del PMOI con umanità, nonostante la storia sanguinosa di questa organizzazione in Iraq all’epoca del regime dittatoriale abbattuto”. L’agenzia di stampa Fars, affiliata alle guardie rivoluzionarie (IRGC), seguendo la stessa linea ha scritto: “Bayati ha precisato che, secondo informazioni attendibili, i capi del PMOI usano la coercizione per impedire ai suoi membri di incontrare i loro familiari”.

Questa non è la prima volta che Bayati dimostra la sua ostilità verso i membri del PMOI a Camp Liberty, ripetendo delle false accuse e aprendo la via al loro massacro. Il sito web del suo Ministero per i Diritti Umani il 24 Novembre 2014 riportava: “I membri del PMOI non possiedono lo status di rifugiati e la loro permanenza in Iraq è illegale dato che hanno collaborato con l’ex-regime dittatoriale commettendo i crimini più odiosi contro il popolo iracheno”. Allo stesso modo il 16 Novembre 2014 aveva dichiarato: “La presenza  dei membri di questa organizzazione sul suolo iracheno è illegale, perciò la loro espulsione dall’Iraq dovrà essere affrettata”.

Già in precedenza aveva discusso dell’organizzazione e l’impiego dei mercenari del regime iraniano contro i membri del PMOI a Camp Liberty con i funzionari dell’ONU e con  l’ambasciatore del regime iraniano, cosa che aveva provocato le proteste della Resistenza Iraniana espresse nelle numerose lettere indirizzate ai funzionari ONU e U.S.A.

I mercenari che si sono incontrati con Bayati il 14 Giugno, sono stai fatti arrivare dal MOIS e dall’ambasciata del regime a Baghdad. Il 9 e 10 Giugno questi mercenari sono stati portati a Camp Liberty da alcuni elementi del Comitato Governativo incaricato della repressione di Ashraf e dislocati in un luogo vicino a Liberty chiamato Beit Baghdadi. Già in precedenza, il 14 e il 21 Aprile, un altro gruppo di mercenari era stato portato a Camp Liberty.

L’intervento ufficiale e palese del Ministero per i Diritti Umani e mettere delle strutture governative a disposizione di questi mercenari, è un altro provvedimento pericoloso per Camp Liberty, specialmente per il fatto che il regime iraniano allo stesso tempo ha diffuso  delle notizie sui suoi media che preparano il terreno alla repressione dei residenti.

Il 13 Giugno un sito web del MOIS chiamato “Mojahedin” scriveva: “Il popolo iracheno si occuperà del PMOI dopo che avrà annientato i terroristi dell’ISIS e vendicherà i propri padri, fratelli e sorelle”.

In un articolo assurdo e completamente falso che cita “note fonti diplomatiche occidentali”, l’agenzia di stampa dell’IRGC (Fars) il 15 Giugno ha scritto: “Finora il PMOI ha inviato un gran numero di suoi elementi a Mosul per aiutare l’ISIS… Aerei turchi hanno trasferito queste persone in Turchia e da lì si sono unite all’ISIS a Mosul, all’Esercito Libero (Siriano) e a Jabhat al-Nusrah in Siria. Alcune di queste persone sono arrivate anche nella sala per le operazioni che l’ex-capo dell’intelligence dell’Arabia Saudita ha creato sul confine giordano e siriano. In questa sala per le operazioni operano anche alcuni comandanti dell’esercito, della sicurezza e dell’intelligence di Stati Uniti, Francia, Arabia Saudita e Giordania!”

Basandosi sui ripetuti impegni presi per iscritto dal Governo degli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite per il benessere e la sicurezza dei residenti di Liberty, la Resistenza Iraniana chiede loro di esortare il Governo dell’Iraq a porre fine a queste misure ostili del Ministero iracheno per i Diritti Umani contro i residenti di Camp Liberty, di non consentire al regime iraniano di utilizzare le strutture del governo iracheno per torturare psicologicamente i residenti, che sono tutti rifugiati e godono di protezioni internazionali, e di preparare il terreno per un altro massacro.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

16 Giugno 2015 

 

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