lunedì, Dicembre 5, 2022
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Intervento dell’On. Antonio Tasso alla conferenza delgli iraniani in occasione della giornata della Resistenza in Iran il 20 giugno 

Signore, signori, cari amici della resistenza
In Iran, un Paese antico con la propria civiltà dove nacque per prima volta i Diritti Umani, oggi al potere c’è la peggiore delle dittature, la dittatura teocratica. Una feroce dittatura che ha impiccato 120 mila dei dissidenti, tra cui il genocidio, nell’88, dei 30 mila prigionieri politici in poche settimane. La misoginia è una caratteristica del regime. Nelle manifestazioni del novembre 2019, quando il prezzo della benzina è stato triplicato, lo spietato regime ha massacrato oltre 1500, ferito 4000 e arrestati almeno 12 mila persone, che si trovano ora sotto la tortura e rischiano la pena di morte.
In ogni paese i cervelli e giovani istituzionalizzati sono il vero patrimonio, ma in Iran vengono oppressi e arrestati. Recentemente sono stati arrestati e ferocemente torturati due studenti élite pluripremiati nelle olimpiadi di astrofica e astronomia per la loro dissidenza verso il regime. Mentre le persone in Iran cadono come le foglie d’autunno a causa del coronavirus e dell’incapacità di regime nell’affrontare la pandemia. Il disumano regime perfino sfrutta il coronavirus per liberarsi dai prigionieri politici.
Perpetuarsi questa drammatica situazione è anche per il silenzio complice dell’Europa. Perché l’Europa, il nostro Paese, chiude gli occhi di fronte a questa catastrofe in atto?
Per i tribunali internazionali non convocano i capi del regime iraniano, responsabili del genocidio dei prigionieri politici nell’88 e per il massacro dei giovani a novembre 2019? Perché?
La nostra civiltà e la nostra politica deve trovare una risposta. I capi del regime iraniano deve rispondere, e noi non possiamo più nemmeno a condannare con le parole e continuare a accondiscendere verso un regime violento. L’Unione Europea, il nostro Governo, ora devono intraprendere un passo concreto. Noi dobbiamo metterci da parte della lotta del popolo iraniano. Dobbiamo chiedere la spedizione di una delegazione in Iran per indagare ciò che accade nelle carceri iraniane. Dobbiamo indagare sulla situazione dei prigionieri politici e delle donne in carcere. Noi dobbiamo stare con le vittime della ferocia del regime e chiedere insieme a loro che i responsabili siano consegnati alla giustizia internazionale. Se il regime intende calpestare tutte le leggi internazionale, allora dobbiamo prendere atto che non merita di occupare la sede dell’ONU.
Io personalmente ho scelto di stare accanto al popolo iraniano e accanto alla sua resistenza organizzata guidata dalla signora Maryam Rajavi. Io sono per la libertà e democrazia in Iran, e sto con voi.
Viva la libertà
Viva la lotta dei giovani iraniani in rivolta

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