lunedì, Dicembre 5, 2022
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Intervento dell’Amb. Giulio Terzi alla conferenza Online degli iraniani in Italia

Un sincero ringraziamento anzitutto agli organizzatori di questo importante incontro .E’ importante aggiornarci , e definire se possibile efficaci linee d’azione, sull’ignobile strumentalizzazione della pandemia CoronaVirus da parte del criminale regime dei Mullah’s.

Il regime teocratico usa la Pandemia come una nuova e terribile arma- un’arma biologica.

Lo fa per QUATTRO MOTIVI CHE SONO DI IMPORTANZA STRATEGICA PER IL REGIME,NEL SUO TENTATIVO DI SOPRAVVIVERE:

-1) il regime degli Ayatollahs usa il CoronaVirus per colpire, terrorizzare e ancor più sottomettere il proprio popolo;
– 2) lo fa per tenerlo ostaggio dei tentativi del regime di sottrarsi alla pressione della comunità internazionale;
– 3) lo fa per continuare a rapinare le risorse del paese e gran parte degli aiuti in denaro, medicine attrezzature mediche che ottiene dall’estero per arricchire la cricca al potere;
– 4) lo fa per continuare , indisturbato e fanatico ,nella sua attività di Primo Stato Terrorista al mondo.

NCRI’s online conference over coronavirus in Iran, April 23, 2020

La sua diabolica natura di Stato Terrorista la Repubblica Islamica dell’Iran l’ha dimostrata ogni singolo giorno in tutti i quarant’anni della sua sanguinaria esistenza.Nel lungo periodo trascorso dalla fine del secondo conflitto mondiale non vi sono esempi di altri Stati riconosciuti dalla comunità internazionale che si siano costantemente dimostrati Stati terroristi nel significato più preciso e mostruoso del termine: quanto ad ampiezza, durata, ferocia nel ricorrere a terrorismo, pulizie etniche, soppressione di centinaia di migliaia di oppositori politici in patria e all’estero, crimini contro l’umanità, torture e massacri.

La Repubblica Islamica dell’Iran considera l’Europa, gli Stati Europei e l’Italia un retroterra privilegiato per il terrorismo globale che diffonde nel mondo. Li ritiene parte integrante del suo raggio d’azione, senza che i Governi europei se ne proccupino , e anzi Teheran viene incoraggiata a farlo dall’ appeasement e dalle strizzatine d’occhio che constata in molti ambienti e tra i Governi Europei. Vi sono personalità politiche italiane di importanti partiti di governo che continuano a recarsi a Teheran, ancora in questi giorni, per mostrare entusiastica solidarietà con quel regime terrorista. E ad ogni viaggio rilasciano dichiarazioni entusiaste sulla grande amicizia tra il Governo Conte e il Governo terrorista di Rouhani.

Abbiamo il dovere di indignarci della tolleranza , e dell’ indiretto sostegno che esprime in tal modo al terrorismo dell’Iran. Ci si deve ribellare all’indifferenza di parte del mondo politico europeo e italiano , alla mancanza di una seria prevenzione, di un’adeguata strategia di sicurezza, di una forte volontà di far rispettare le nostre leggi.

Domani 24 aprile, ricorre una data estremamente importante e di alto significato simbolico.
Ricorre il trentesimo anniversario di uno dei più gravi crimini terroristici perpetrati sul suolo Europeo dal regime Iraniano.
Si tratta del Professor Kazem Rajavi ,fratello di Massoud Rajavi, consorte della Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi . Il Professor Kazem Rajavi era una personalità di straordinaria levatura intellettuale e di incondizionata motivazione per il suo Paese, conosciuto e molto apprezzato negli ambienti internazionali a Ginevra , dove era stato Ambasciatore dell’Iran presso l’ONU dopo la rivoluzione dell’ 79. E’ stato assassinato proprio a Ginevra il 24 Aprile 1990, i suoi suoi assassini erano sicari inviati da Teheran, hanno loro stessi voluto “firmare” il delitto a fini dimostrativi della capacità del regime di colpire, le prove erano chiarissime, come in molti altri casi. A più riprese si verificava la possibilità di arrestarli e condannarli nella Confederazione Elvetica. Ma ciò non è avvenuto.

Alcuni Pesi Europei si sono mostrati cinicamente carenti nel proteggere i rifugiati politici iraniani. Non tutti, e non sempre, per fortuna. L’ospitalità e la protezione assicurata dal Governo albanese ai rifugiati politici di Campo Ashraf in Iraq è stata ammirevole e deve continuare a essere un grande esempio di umanità e di responsabilità civile.

Ma purtroppo ,in diverse stagioni anche della politica italiana, questo non è avvenuto. Una personalità di spicco della Resistenza Iraniana,Mohammad Hossein Naghdi , rappresentante della Resistenza in Italia veniva brutalmente assassinato a Roma 16 Marzo 1993. Conosciamo e siamo amici di famiglie iraniane da molti anni in Italia , la cui vita è stata sconvolta da quei fatti.
Tra le vittime del terrorismo iraniano in Europa dobbiamo ricordare anche Zahra Rajavi membro del consiglio direttivo dei Mojahedin del popolo e del CNRI,responsabile dei rifugiati iraniani all’estero, assassinata ad Istanbul il 20 febbraio 1996. Ricordiamo anche Abdolrahman Ghassemlu, leader dei oppositori curdi iraniani , assassinato a Vienna il 13 luglio 1989. Ad altri quattro leader dei dissidenti curdi iraniani toccava la stessa sorte a Berlino il 17 settembre 1992.

Una lunga scia di sangue in Europa versata dagli eroi della Resistenza iraniana , e la ricorrenza che ho indicato, è un”memento” per tutti gli Europei, nelle circostanze che colpiscono tanto pesantemente il popolo Iraniano nella pandemia del Corona Virus. L’Organizzazione dei Mujahedin del Popolo ha dichiarato che al 20 Aprile 2020, le vittime della Pandemia avevano superato i 32.800 casi ,in 294 città iraniane di tutto il Paese. Con forte crescita documentata da personale medico, testimoni oculari, addetti agli ospedali e ai cimiteri.

La folle politica del regime per nascondere la pandemia prima, e per utilizzarla a fini propagandistici e politici, poi, ha rinfocolato la rabbia ,la volontà di rivolta , il rifiuto di continuare così. La povertà e la fame si diffondono.Tutto ciò impaurisce e allarma il regime e lo fa reagire con spasmodici tentativi di repressione. Ma non vi è alcun cenno a un utilizzo onesto degli aiuti umanitari. Nessuna misura è adottata nelle carceri, o per liberare le decine di migliaia di prigionieri politici arrestati negli ultimi mesi a seguito delle manifestazioni in tutto il Paese: anche di quelle per le assurde menzogne raccontate circa l’abbattimento dell’aereo e la morte di tutti i passeggeri, molti iraniani, dopo l’eliminazione del Generale Soleimani; e dopo le manifestazioni di protesta per la vergognosa gestione dell’epidemia Corona Virus.

Come ha chiesto con forza la Presidente eletta Maryam Rajavi, le Nazioni Unite e tutte le Agenzie e Programmi coinvolti devono intervenire immediatamente, per ottenere la liberazione di tutti i prigionieri politici incarcerati, per fermare le esecuzioni, per avviare con la massima urgenza un’inchiesta internazionale indipendente, e per adottare misure efficaci contro l’inarrestabile diffondersi della pandemia .

Questi stessi punti sono stati sollevatia con richieste scritte al SG ONU Guterres, all’Alto Rappresentante UE Borrell , e al Direttore Generale OMD Tedros dall’ONG ” In Search of Justice” presieduta da Alejo Vilas Quadras, alla quale ho l’onore di partecipare insieme a Elisabetta Zamparutti e a Struan Stevenson.

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