lunedì, Dicembre 5, 2022
HomeX-NewsX-RegimeCovid-19 in Iran: Una benedizione o una catastrofe nazionale?

Covid-19 in Iran: Una benedizione o una catastrofe nazionale?

Lottando contro una delle pandemie più letali della storia moderna, ogni singolo paese cerca di arginare i danni di questo nemico invisibile,il regime iraniano, tuttavia, ha dimostrato in più occasioni di apprezzare letteralmente questo momento, cercando di sfruttare tale tragedia globale a proprio vantaggio.
Nel quarto trimestre del 2020, l’Iran è stato segnalato tra i paesi più colpiti dal coronavirus, superando Brasile, India, Russia e Stati Uniti nel tasso di mortalità. Nonostante sia nota la” trasparenza verso i media internazionali” da parte di Teheran, le notizie quotidiane sui numeri sconcertanti dell’autocrazia mediorientale sconvolgono ancora gli analisti politici. Ma sorprendentemente, quasi tutti gli articoli pubblicati sulle testate occidentali riguardanti gli effetti tragici del coronavirus in Iran, difficilmente riescono a separare la pandemia dalle sanzioni statunitensi. È come una protesta unanime affinché Washington allenti la sua pressione sul regime e lo lasci ” aiutare” il suo popolo a superare la crisi.
Ci vuole una profonda conoscenza della natura complessa della mentalità del regime nel camuffare ed ingannare per capire come i vari apparati di propaganda di Teheran stiano tirando le fila.
I media internazionali hanno anche riportato che l’Iran sta combattendo una seria battaglia contro il Covid-19, definendola ” la terza ondata”. Mentre la lettura del numero di ondate indica un ciclo con continui alti e bassi nella lotta contro la pandemia in quasi tutti i paesi, il termine è in realtà un concetto ben congegnato per il.regime per coprire la sua incapacità ( o mancanza di volontà) di rispondere alla crisi.” Non si tratta tanto di una seconda o terza ondata, stiamo affrontando una pandemia in corso e ci aspetta una dura lotta””, ha detto agli studenti il direttore dell’ Università di Scienze Mediche dell’Iran, Abbas Alì Karimi.
Fin dall’inizio della pandemia, il leader supremo Alì Khamenei l’ha definita una benedizione.
Riferendosi alla guerra Iran-Iraq, ha detto:” la guerra è naturalmente un fenomeno terribile e violento, ma questo fenomeno violento e terribile che è durato otto anni ha avuto delle benedizioni per noi, come ho elencato prima e c’è molto altro da dire a riguardo. In altre parole, ne abbiamo ricavato il bene e la freschezza”.
In realtà quella guerra costò all’ Iran più di due milioni di morti e feriti, la distruzione di 500 città e villaggi e più di mille miliardi di dollari di danni e Khomeini, l’allora capo supremo, non ha mai smesso di chiamarla “benedizione”. Dopo tutto, con il pretesto della guerra, riuscì a reprimere ogni singolo respiro di opposizione interna come atto di tradimento e quinta colonna del nemico. Pertanto, è stato un elemento centrale della politica estera Iraniana dare la colpa dell’attuale fallimento economico alle sanzioni statunitensi, mentre sappiamo benissimo che allentare la pressione ha causato la diffusione del terrorismo, delle violazioni dei diritti umani e l’ambizioso programma nucleare.
Secondo Deutsche Welle, l’Organizzazione dell’energia atomica Iraniana (AEOI) ha annunciato in aprile che stava sviluppando centrifughe più avanzate per disinfettare le mascherine, i guanti e altre attrezzature mediche, ma l’ex consulente dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e il fisico iraniano Behrooz Bayat sostengono che disinfettare dispositivi medici non è un motivo valido per l’Iran per portare avanti il programma nucleare.
Già allora l’uranio arricchito era ben oltre il limite consentito dall’accordo del 2015, il cosiddetto Joint Comprensive Plan of Action( JCPOA). Lo stesso regime si è rifiutato di accettare l’aiuto medico degli Usa, quando la pandemia ha iniziato a farsi sentire nel mese di marzo, sostenendo che le ” feroci” sanzioni americane stavano privando il paese dei medicinali. A marzo però il regime ha mandato via dal paese MSF, impedendo così al gruppo di medici internazionali di aiutare il popolo iraniano a sopravvivere al mortale virus.
Mentre molti paesi stanno spendendo grandi somme per aiutare le loro economie a superare la crisi dovuta al coronavirus, il regime iraniano non muove in dito per frenare questa tragedia anche sul piano economico.
Anche in questo caso il regime è molto indietro rispetto a tutte le altre nazioni e il 23 settembre, il ministro della Sanità ha rivelato di non aver ancora ricevuto più del 70% dei fondi stanziati, che valgono solo l’equivalente di un miliardo di dollari per combattere il virus in tutto lo stato.
Lo svolgimento di esami universitari, le cerimonie di lutto a Muharram, il tentativo di spingere il popolo ad andare a votare, per dichiarare un’alta affluenza nelle elezioni parlamentari di febbraio, la costrizione di tornare a lavorare in piena pandemia e il sistematico insabbiamento di questa crisi sono il piano del regime di utilizzare la pandemia per contrastare la rivolta, che porterebbe alla caduta del regime stesso.
Quest’ultima è stata della massima importanza per la fragile sicurezza del regime e pertanto un’altra ” benedizione”.
La gestione dell’epidemia di coronavirus da parte del regime ha confermato la reale intenzione dei mullah.

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,448FollowersFollow