martedì, Dicembre 6, 2022
HomeX-NewsX-RegimeCorruzione nel regime dei mullah che governano l'Iran - Parte 5

Corruzione nel regime dei mullah che governano l’Iran – Parte 5

Corruption in the Mullahs’ Regime Ruling Iran-Part 4

Qalibaf e la sua ascesa da brigadiere dell’IRGC ( Pasdaran ) a presidente del Parlamento
La scorsa settimana il parlamento iraniano ha eletto Mohammad Baqer Qalibaf suo relatore. Domenica 31 maggio, durante il suo discorso d’insediamento, Qalibaf ha esposto una chiara tabella di marcia per il parlamento del regime, in emerge, con chiarezza, la volontà di continuare a sostenere e finanziare il terrorismo e gli eventi bellici in tutta la regione. Ha voluto, inoltre, sottolineare la grande e importante opportunità offerta al regime dalla guida di Alì Khamenei. Ironia della sorte, Qalibaf, da tempo noto come uno dei più corrotti personaggi della scena Iraniana ha anche affermato di voler combattere alacremente, proprio “la corruzione inquietante che ha permeato varie strutture del paese”. Diamo ora un breve sguardo alla carriera corrotta del personaggio Qalibaf. Durante la guerra Iran- Iraq, entrò a far parte dell’IRGC, quando aveva meno di 20 anni e dopo non molto divenne comandante della brigata dell’Imam Reza, una delle più importanti della provincia di Khorasan; all’età di 22 anni comandò la divisione Madre. Alla fine della guerra diresse la 25a divisione dell’IRGC di Karbala.

A dimostrazione della grande fiducia che Khamenei aveva riposto in lui, ricevette il comando dei tre seguenti incarichi, proprio per ordine diretto della guida spirituale:
1) Comandante del campo di costruzione di Khatam Al- Anbia dell’IRGC-1994-1997
2) Comandante dell’IRGC Air Force-1997+2000. Comandante in capo delle forze di polizia-2000-2005.Nel 2005 fallì l’ambizioso tentativo di diventare presidente, ciononostante, con il sostegno dell’IRGC, sostituì Mahmoud Ahmadinejad nella carica di sindaco della capitale, un incarico non da poco. Nel 2017 Qalibaf, con decreto di Khamenei, è stato nominato membro del Consiglio di opportunità. Pur tralasciando il suo passato militare fortemente repressivo, la corruzione di Qalibaf e di coloro che lo circondano è un’importante parametro per conoscere la natura delle figure di fiducia di Khamenei nell’IRGC e all’interno del regime.Dodici anni di esperienza militare non potevano qualificarlo a gestire una grande città, come Teheran, ma con il sostegno di Khamenei in persona e dell’IRGC ha mantenuto la carica di sindaco per ben 12 anni. Per gestire una città , e a maggior ragione se di tratta di una metropoli, è richiesto il lavoro e l’impegno di persone qualificate, istruite ed esperte, prerogative di cui erano carenti Qalibaf e il suo cerchio. Attingendo dal personale dell’IRGC, si è circondato di persone corrotte, in modo da potersi impadronire dei beni e delle proprietà della capitale. Alcuni articoli comparsi nelle pubblicazioni del regime hanno fatto luce sulla distribuzione immobiliare da parte di Qalibaf ad una rete di personaggi discutibili.
Il 12 luglio 2017, citando una lettera dell’ufficio di ispezione generale, il quotidiano iraniano di stato riportava:” Il comune di Teheran è stato accusato di corruzione, appropriazione indebita, frode e uso improprio della proprietà pubblica per um totale di 22 trilioni di toman( circa 6,2 miliardi di dollari).
Secondo tale missiva, il comune di Teheran aveva assegnato lotti di terreno, nella parte settentrionale della città,ad un prezzo inferiore del 50% ad alcuni suoi dirigenti, membri del Consiglio comunale,un membro del Parlamento, un funzionario dell’SSF e a diversi funzionari della sicurezza. L’Ufficio generale di ispezione riteneva che il prezzo dei suddetti terreni fosse molto basso e non realistico; infatti vi era stato applicato uno sconto da un minimo di 100 milioni di toman ad oltre un miliardo e con rateizzazione agevolata di 600 rate per i destinatari. Dall’indagine è emerso anche che200 appartamenti, ville e terreni del comune erano stati venduti per 2,2 trilioni di toman in meno rispetto al prezzo effettivo. Un sito web ha rivelato che Qalibaf ha sottratto indebitamente 47 conti bancari segreti, un debito giudiziario di 229,7 toman verso il comune di Teheran, 497 miliardi di toman che il Fondo Cooperativo dell’IRGC doveva al comune, un pagamento di 60 miliardi di toman e la consegna di 80.000 metri quadrati di superficie alla Fondazione”Imam Reza” ( di proprietà della moglie di Qalibaf) e compravendita di una stazione della metropolitana.
Durante il mandato di Qalibaf come sindaco di Teheran, il trasferimento di proprietà ad un quarto del valore agli alti funzionari comunali e ad alcuni membri del Consiglio comunale, nonché ai comandanti dell’IRGC e l’acquisizione di terreni in diverse zone della città sono diventati una routine.
A tale proposito, il 31 agosto, Rahmatollah Hafezi, capo della Commissione sanitaria del Consiglio comunale di Teheran, ha dichiarato all’Iran Labour News Agency, ILNA che la proprietà consegnata da Qalibaf, sindaco della città, ai dirigenti e ad alcuni membri del Consiglio comunale era stata comprata ad un prezzo pari al 25% di quello reale.
Secondo Hafezi l’esperto ufficiale della magistratura non ha tenuto conto del prezzo della regione, così si arriva addirittura al 50% in meno rispetto al prezzo regionale.
Hafezi ha riferito, inoltre, di aver ricevuto solo il 25% del prezzo delle vendite in contanti, coinvolgendo così anche le banche in questa voragine di corruzione.

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,458FollowersFollow