giovedì, Dicembre 8, 2022
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Iran:Più di 1000 giuristi italiani chiedono la cancellazione del nome dei Mojahedin dalla lista nera

Per il cambiamento democratico in Iran

Più di 1000 giuristi italiani chiedono la cancellazione del nome dei Mojahedin dalla lista dei gruppi terroristi e lo considerano la condizione neccesaria per il cambiamento democratico in Iran

ImageIn una conferenza stampa tenuta alla federazione nazionale della stampa a Roma è stato presentato l’appello firmato da più di 1000 giuristi italiani in cui si chiedeva la cancellazione del nome dei Mojahedin del Popolo Iraniano, gruppo principale della Resistenza Iraniana, dalla lista nera dei gruppi terroristici. Secondo giuristi questo inserimento non ha alcuna base giuridica e morale ed è frutto della politica di condiscendenza verso il regime dittatoriale di Teheran.

Nella conferenza Esmail Mohades, portavoce dell’Associazione dei laureati iraniani in Italia ha detto che non è più un mistero che l’inserimento del nome dei Mojahedin del Popolo nella lista nera è un prodotto nefasto della politica di condiscendenza dell’Europa verso la pivora integralista ed è una risposta al ricatto del regime dei mullà. Mohades ha aggiunto che cosi come Jack Straw la scorsa settimana ha confessato, nella Camera alta britannica che l’inserimento del nome dei Mojahedin nella lista terrorista era una richiesta del regime iraniano a cui s’è data una risposta positiva.

Avvocato Carlo Sesto Tocci ha detto tra l’altro che “l’inserimento del nome dei Mojahedin nella lista nera non ha le basi giuridiche e non è legittimo ed è solo un atto politico. La Resistenza Iraniana è un movimento di liberazione che si batte per la democrazia in Iran”.

Mahmoud Hakamian, membro della Commissione degli affari esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha detto: “ cosi come aveva già dichiarato la signora Maryam Rajavi al Parlamento europeo, il 15 dicembre 2004, noi non chiediamo nè denaro nè armi dall’Occidente. Tutto ciò che chiediamo è il riconoscimento del diritto del cambiamento democratico per il popolo e per la sua resistenza organizzata. L’Occidente deve abbandonare la politica fallimentare di condiscendenza con il regime dittatoriale e religioso iraniano e deve sostenere la lotta democratica della Resistenza Iraniana”.

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