venerdì, Dicembre 2, 2022
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Iran – Vidal-Quadras: Ingiustizia contro i Mojahedin, una macchia scura sulla storia Europea

Testo del discorso di Vidal-Quadras, vice presidente del Parlamento Europeo, in occasione del raduno di 50.000 Iraniani a Parigi a sostegno della sig.ra Maryam Rajavi, presidente eletto del Consiglio nazionale della resistenza Iraniana (CNRI):

ImageCari amici, in primo luogo desidero esprimere i miei più vivi saluti ai vostri compatrioti nella città di Ashraf che stanno guardando in diretta questo incontro attraverso la TV satellitare. Con la sua resistenza contro tutte le cospirazioni dei mullah e dei loro agenti in Iraq, i Mojahedin del Popolo ad Ashraf sono stati una fonte di ispirazione non solo per milioni di Iraniani in Iran ma anche per i molti di noi in Europa che credono nella democrazia, che credono nella libertà e che credeno nel pieno rispetto dei diritti umani.

Testo del discorso di Vidal-Quadras, vice presidente del Parlamento Europeo, in occasione del raduno di 50.000 Iraniani a Parigi a sostegno della sig.ra Maryam Rajavi, presidente eletto del Consiglio nazionale della resistenza Iraniana (CNRI):

Cari amici, in primo luogo desidero esprimere i miei più vivi saluti ai vostri compatrioti nella città di Ashraf che stanno guardando in diretta questo incontro attraverso la TV satellitare. Con la sua resistenza contro tutte le cospirazioni dei mullah e dei loro agenti in Iraq, i Mojahedin del Popolo ad Ashraf sono stati una fonte di ispirazione non solo per milioni di Iraniani in Iran ma anche per i molti di noi in Europa che credono nella democrazia, che credono nella libertà e che credeno nel pieno rispetto dei diritti umani.
Inoltre desidero esprimere la nostra solidarietà con le migliaia di Iraniani che hanno manifestato all’inizio di questa settimana a Tehran ed in altre città contro l’inizio del programma di razionamento della benzina e che hanno chiesto la caduta del regime totalitario che regna nel vostro paese. Sono molto felice di essere qui fra voi e di partecipare, oggi, a questo magnifico evento. Visto il grande numero di anni da che sono passati da quando ho conosciuto i Mojahedin iraniani, sono giunto al punto di  ritenermi un membro della vostra famiglia, la grande famiglia della resistenza iraniana. Ecco perché ho condiviso i vostri momenti di felicità, come quello di oggi a Parigi o quello in cui siamo riusciti a superare tutti gli ostacoli e ad invitare la sig.ra Maryam Rajavi al Parlamento Europeo a Strasburgo malgrado le tremende pressioni esercitate dal regime iraniano su molti Primi Ministri e capi di stato europei che hanno erroneamente ritenuto che, invitando il capo dell’opposizione democratica iraniana presso il nostro Parlamento, le trattative dell’UE con l’Iran sulla questione nucleare si sarebbero interrotte. Invece è esattamente il contrario.

È soltanto con una forte aderenza ai nostri principii ed ai nostri valori che saremo rispettati. Inoltre ho condiviso i vostri momenti di dolore e frustrazione e specialmente questa etichetta di terroristi affibiatavi dall’ UE che così ingiustamente vi mantiene con le mani legate. Posso capire come vi sentite voi e tutti gli Iraniani amanti della libertà quando vedete quanto può andare lontano la politica dell’accondiscendenza e quanto sono pronti alcuni leader dell’ UE a sfidare il verdetto della Corte Europea di Prima Istanza a Lussemburgo che ha deciso in favore del  PMOI in dicembre. Quella è stata una vittoria storica per la giustizia e per l’opposizione iraniana che ha dimostrato di essere una resistenza legittima. Abbiamo combattuto molto duramente all’interno del Parlamento Europeo per convincere la direzione dell’ UE che la politica corretta verso l’Iran non è fatta di iniziative inutili ed avvicinamenti. Se l’occidente teme un’altra guerra nella regione, la politica di conciliazione con questo regime non è la soluzione. Il regime iraniano non fa parte della soluzione in Iraq e nel Medio Oriente; fa parte del problema e io direi che probabilmente è l’unico problema. Mettendosi a sedere al tavolo con i funzionari di questo regime, l’occidente in realtà si sta umiliando. E questa via dell’accondiscendenza porta alla fine alla guerra perché il regime iraniano sta usando queste trattative infinite per prendere tempo e portare a termine il suo programma nucleare.

Non dovremmo dimenticarci che sono stati i Mojahedin del popolo ad aver rivelato due siti nucleari segreti nell’agosto del 2002. Il mondo dovrebbe essere grato alla resistenza iraniana per averci aperto gli occhi davanti a questa minaccia terribile. I fautori di questa politica dell’accondiscendenza parlano del bisogno di comunicazione con la cosidetta società civile in Iran invece di riconoscere il CNRI e il PMOI. Devo dire che il suggerimento che l’occidente tenta di far giungere agli Iraniani privi di nome e di volto, membri della società civile ed delle ONG è incoerente e non rappresenta una soluzione pratica o concreta perché in un ambiente repressivo, nessun simile canale di comunicazione può essere stabilito senza essere contaminato dall’apparato di sicurezza dello stato. C’è inoltre una teoria secondo la quale se l’UE rispetta il verdetto della corte europea e rimuove il PMOI dalla sua lista terroristica, questo vorrebbe dire che dopo il mutamento di regime c’è l’occidente.

Ecco perché il Consiglio dei Ministri dell’ UE è pronto a sfidare la corte. Questo è un altro grave errore. La rimozione del PMOI dalla lista dimostrerebbe che l’UE è saldamente ancorata ai suoi principii, che l’UE crede nello stato di diritto e questo forzerebbe il regime iraniano a moderare la repressione del popolo iraniano. Mantenendo il PMOI, che non è un’organizzazine terroristica, nella lista, sprona i veri terroristi, attualmente al potere in Iran, a continuare il loro sinistro lavoro di diffusione della violenza e della distruzione in tutto il Medio Oriente. L’ingiustizia continua contro il PMOI rimarrà come una macchia scura nella storia Europea, una macchia di cui l’UE sarà incolpata nell’ avvenire.

 Ma voi, amici iraniani, dovete star certi che ci sono molti politici europei e rappresentanti scelti delle popolazioni di tutta Europa che hanno dei principii, che condividono la vostra causa per la libertà e la democrazia in Iran, che lottano al vostro fianco, che vi sostengono, che vi ammirano, che considerano un onore essere vostri amici. Credetemi noi non vi lasceremo mai, mai soli nella vostra eroica battaglia, nonostante le difficoltà, le minacce, e il disappunto. Andremo avanti per sempre lavorando mano nella mano, i nostri cuori batteranno insieme, fino a che l’Iran sarà libero. Dobbiamo continuare a combattere fino a quando non vedremo fiorire la democrazia in Iran. La nostra vittoria è inevitabile perché sarà la vittoria della libertà sulla tirannia, della giustizia sull’ingiustizia, del buono sopra la malvagità. Noi possiamo e dobbiamo vincere.

Grazie e che dio vi benedica tutti.

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