mercoledì, Novembre 30, 2022
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Iran-Compagna: se necessario un interrogazione parlamentare al nostro ministro degli esteri

Intervento del Senatore Luigi Compagna membro della Commissione  Affari esteri ( PdL )ImagePresidente Maryam Rajavi, nel vostro programma politico c’è la democrazia parlamentare, ci sono gli human rights anche per le donne, c’è l’eliminazione della pena di morte. Noi ci auguriamo che ci sia anche la garanzia del diritto all’esistenza dello stato di Israele. Circa 10 giorni fa, sulla piazza di Tehran, i rappresentanti diplomatici dell’Europa o non hanno partecipato o hanno guardato con angoscia e preoccupazione riferendo a tutti i governi europei come da parte del regime di Ahmdinejad veniva rivendicato insieme diritto al nucleare e diritto all’antisemitismo. Sul missile che veniva esibito alla parata militare c’era scritto: “Grande Satana United States, little Satana Israel” , ci è dispiaciuto naturalmente come italiani che quei 4 giorni sia stato presente e abbia avuto rapporti diplomatici con le autorità di Tehran, il professor Romano Prodi, non per questo però noi consideriamo Romano Prodi un terrorista, non per questo facciamo di antisemitismo Romano Prodi. Riteniamo però che 10 giorni fa per tutte le cancellerie europee possa essersi conclusa la via del negoziato possibile, è venuto il momento della fermezza e allora è da questo punto di vista la nostra solidarietà con coloro che in patria o all’estero si oppongono ad Ahmadinejad deve avere quella forza che consentiva a Lord Sling of Headley di dire quanto sarebbe opportuno se non every six months in a year, la revisione di credibilità di quelle liste nere europee o americane.
Per quello che consociamo della storia del vostro movimento avete avuto attorno al 2003 dei problemi a Parigi, nel continente francese, ma sull’isola britannica e l’una e l’altra fanno parte del cuore dell’Europa avete conquistato pienamente il diritto a che il consiglio recepisca le decisioni della corte di appello.
Il contributo del Senato italiano non mancherà, se necessario nel senso di una mozione da discutere in aula, al momento per le vie brevi, attraverso un interrogazione parlamentare al nostro ministro degli esteri, l’On. Franco Frattini, la cui sensibilità giuridica a questa materia anche come ex commissario degli human rights dell’UE costituisce per noi tutti in maggioranza e all’opposizione una garanzia.
Di cui la nostra accoglienza e simpatia in questa pilastro della democrazia italiana.
 

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