lunedì, Gennaio 30, 2023
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Rivolta nazionale in Iran – Giorno 71

“Morte a Khamenei” cantata a Zahedan, Khash, Chabahar, Saravan, Zahak, Taftan, Iranshahr, Pishin
Le guardie hanno aperto il fuoco sui fedeli della preghiera del venerdì, uccidendo e ferendo decine di persone, alcune in gravi condizioni.
Venerdì 25 novembre, 71° giorno della rivolta nazionale, la gente ha protestato dopo la preghiera del venerdì a Zahedan e in altre città della provincia di Sistan e Baluchistan, tra cui Khash, Chabahar, Saravan, Zahak, Taftan, Iranshahr e Pishin. Hanno cantato “Morte a Khamenei”, “Morte all’IRGC”, “Kurdistan, Kurdistan, ti sosteniamo”, “I mullah devono sparire”, “Curdi e baluci sono fratelli, vogliono che il leader (Khamenei) sia ucciso”, “Basji, IRGC siete lo stesso ISIS”.
Le forze repressive del regime hanno aperto il fuoco sui manifestanti a Zahedan, Khash e in altre città, causando decine di morti e feriti, secondo fonti locali. Alcuni dei feriti sono in condizioni critiche. Alcuni dei feriti sono stati trasferiti alla clinica della Moschea Makki e all’ospedale Amir al-Momenin di Zahedan.
Le forze di repressione sono state dispiegate in varie zone di Zahedan, tra cui il Bazaar Moshtarek, dove hanno aperto il fuoco contro la gente. A Khash, le forze di repressione e gli agenti delle Unità Speciali, armati di mitragliatrici pesanti, hanno aperto il fuoco sui manifestanti ferendone molti. A Zahedan e Khash, giovani baluci furiosi hanno bloccato le strade appiccando incendi.
A Taftan i manifestanti hanno scandito: “Ucciderò chi ha ucciso mio fratello” e “Ucciderò chi ha ucciso mia sorella”.
Venerdì mattina, a Mahabad, si è tenuta la cerimonia funebre di Shomal Khadiripour. Shomal, 32 anni, di Mahabad, è stato colpito e ferito giovedì 24 novembre ed è morto in un ospedale di Urmia. Il suo corpo è stato portato a Mahabad sotto il controllo delle forze di sicurezza. Le forze di sicurezza hanno impedito la partecipazione di massa alla cerimonia funebre, ma coloro che vi hanno partecipato hanno intonato slogan contro Khamenei e gridato “Il martire non muore mai”.
Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana (NCRI), ha lodato la determinazione dei coraggiosi baluci che anche oggi sono scesi in strada e hanno affrontato le guardie selvagge. Ha affermato che i manifestanti hanno dimostrato di essere pronti a pagare qualunque prezzo per ottenere un Iran libero e democratico. Ha invitato i giovani ad accorrere in aiuto dei baluci, soprattutto dei feriti.

Segreteria del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (NCRI)
25 novembre 2022

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