lunedì, Dicembre 5, 2022
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Iran: la rivolta nazionale si estende a 139 città in 31 province, Più di 140 manifestanti uccisi e piu di 5000 arresti in tutto paese

Nonostante la brutale repressione del regime clericale, la rivolta nazionale del popolo iraniano si è estesa a 139 città in 31 province nel suo ottavo giorno e ha scosso le fondamenta del regime. Oltre 140 manifestanti sono stati uccisi durante la rivolta dalle Guardie rivoluzionarie (IRGC), dalle Forze di sicurezza dello Stato (SSF), dai servizi segreti e da agenti in borghese. Sono stati arrestati piu di 5000 manifestanti e continuano gli arresti di massa in tutto l’Iran.
Dopo una settimana di smentite, in reazione alla diffusa rivolta, la dittatura religiosa ha ammesso ufficialmente di aver chiuso Internet. Oggi Issa Zarepour, Ministro delle Comunicazioni, ha dichiarato che: “A causa di problemi di sicurezza e di alcune criticità presenti nel Paese in questi giorni, a volte le restrizioni possono essere decise e applicate dalle agenzie di sicurezza”. E ha aggiunto: “Negli ultimi giorni, ci sono state restrizioni temporanee in alcuni luoghi e in alcuni orari”.
Le notizie di ieri sulla rivolta a livello nazionale, ricevute in ritardo a causa dell’interruzione di Internet, evidenziano le dimensioni diffuse della rivolta in diverse città.
A Teheran, oltre alle notizie precedenti, la gente è scesa in piazza in diversi quartieri, tra cui Ferdows orientale, Shemiran, Tehransar, Sadeghiyeh, Ekbatan e Takhti, manifestando la propria determinazione a rovesciare il regime clericale. Hanno scandito: “Quest’anno è l’anno del sacrificio; Seyed Ali sarà rovesciato”, “Dite libertà, libertà, libertà”, “Abbasso questo regime”, “Khamenei è un assassino; la sua leadership è nulla” e “Questo è l’ultimo messaggio: l’obiettivo è il sistema”.
A Behbahan, i manifestanti hanno gridato: “I mullah devono sparire”. A Rasht, i manifestanti hanno intonato. “A piazza Jejin, ad Ardabil, i manifestanti hanno scandito: “Khamenei, vergognati, lascia andare il Paese”. A Saveh, i giovani ribelli hanno dato fuoco a un autobus e hanno chiuso la strada per bloccare l’ingresso dell’IRGC e degli agenti in borghese. A Tehransar i manifestanti hanno sbarrato la strada e scandito “Abbasso il principio del Velayat-e-Faqih”. A Karaj (Sar Asiyab), i giovani hanno intonato “Morte a Khamenei, sia dannato Khomeini”, a Qaen i manifestanti hanno intonato “I mullah devono sparire” e gli abitanti di Malayer hanno intonato “Morte al dittatore”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran NCRI
24 settembre 2022

 

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