domenica, Novembre 27, 2022
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Intervento del Sen. Roberto Rampi alla conferenza sulla violazione dei diritti umani in Iran al senato 

Maryam Rajavi: We expect both Houses of the Italian Parliament to officially recognize the massacre of political prisoners in Iran as genocide and a crime against humanity

Cari colleghi, illustri ospiti che si sono uniti a noi da fuori del Senato,

benvenuti a convegno di oggi cosi importante ed attuale. Sono onorato di presiedere tale l’incontro e ascoltare gli interessanti interventi dei nostri illustri ospiti e dei miei cari colleghi.

Come potete vedere, la nostra conferenza si concentra sui diritti umani in Iran, che è il punto centrale per adottare una corretta politica nei confronti di questo Paese.

Potremmo essere sorpresi di sapere che finora ci sono state 68 risoluzioni delle Nazioni Unite che condannano le violazioni dei diritti umani in Iran. Ma perché non c’è alcun cambiamento e perché le esecuzioni e le torture continuano senza sosta? Vorrei attirare la vostra attenzione sulla risposta.

Perché in Iran regna l’impunità. Negli anni ’80 si sono verificate esecuzioni di massa nelle prigioni iraniane che hanno raggiunto il culmine nell’estate del 1988 quando oltre 30.000 prigionieri politici sono stati massacrati in tutto l’Iran, il 90% dei quali appartenevano ai Mojahedin del popolo o membri e sostenitori del PMOI/MEK, come principale movimento democratico dell’ opposizione popolare. Sebbene la resistenza iraniana abbia immediatamente informato le Nazioni Unite e la comunità internazionale ma, non è stata intrapresa alcuna azione. Questo silenzio legittimava l’impunità e incoraggiava il regime. Nessuna indagine è stata fatta all’interno dell’Iran. Nessuno è stato punito e nessun funzionario è stato ritenuto responsabile di questo massacro e genocidio.

A seguito dei recenti appelli fatti da Amnesty International e dal Relatore Speciale delle Nazioni Unite per diritti umani in Iran, in qualità di membro della Commissione Diritti Umani del Senato, credo che sia doveroso di tutti i parlamenti del mondo affrontare la questione come ha fatto l’Italia per i massacri avvenuto in Ruanda e Srebrenica.

Possiamo seguire l’esempio del parlamento canadese che nel 2013 ha riconosciuto il massacro del 1988 in Iran come crimine contro l’umanità. Pertanto, propongo a tutti i miei colleghi della commissione per i diritti umani di intraprendere un’azione simile in Senato e invito tutti gli altri colleghi per sostenerci.

Un’iniziativa del genere aiuterà senza dubbio a fermare le esecuzioni in corso in Iran perché farà sapere alle autorità iraniane che la comunità internazionale prende sul serio la responsabilità.

Ed ora sono onorato di presentare la nostra ospite speciale, la presidente eletta del Consiglio nazionale della resistenza dell’Iran, la signora Maryam Rajavi, una donna straordinaria e coraggiosa, che con grande efficacia e senza sosta ha guidato la campagna della difesa dei diritti umani , democrazia e soprattutto giustizia per le vittime della strage del 1988 in Iran.

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