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MARYAM RAJAVI: il regime dei mullah non ha mai abbandonato il progetto della bomba atomica e, pertanto, continua il suo inganno nei confronti dell’intera comunità internazionale

Maryam Rajavi: The Mullahs' Regime Has Never Stopped the Project of Acquiring an Atomic Bomb and Continues Its Deception

Per impedire al fascismo religioso, che opprime l’Iran, di dotarsi della bomba atomica è necessario attivare il meccanismo di snapback, ripristinare le sei risoluzione del Consiglio di Sicurezza, arrestare completamente l’arricchimento dell’uranio, chiudere i siti nucleari e attivare le ispezioni ovunque e in qualsiasi momento.
Questa mattina, venerdì 19 giugno, il Consiglio dei membri dell’AIEA ha approvato, con una maggioranza di voti, la risoluzione proposta dal Regno Unito, Francia e Germania.
Secondo quanto riportato da Reuters:” Venerdì, il Consiglio dei membri delle 35 nazioni del watchdog nucleare delle Nazioni Unite ha invitato lIran a smettere di negare all’agenzia l’accesso ai due precedenti siti sospetti e di cooperare pienamente con essa”.
La risoluzione invita l’Iran ” a soddisfare le richieste dell’Agenzia senza ulteriori indugi e favorendo un rapido accesso ai luoghi indicati dall’Agenzia stessa”.
Questa è la prima risoluzione del Consiglio dei membri dell’AIEA, dopo otto anni.
In due rapporti al Consiglio Superiore all’inizio di giugno, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha denunciato le ripetute violazioni dei TNP e del protocollo aggiuntivo e la violazioni del piano d’azione congiunto globale ( JCPOA) da parte del regime.
Uno dei due rapporti, dal titolo ” Accordo di salvaguardia del TNP con la Repubblica Islamica dell’Iran”, sostiene che: ” A seguito delle sue valutazioni in corso, l’ Agenzia ha evidenziato una serie di interrogativi relativi a possibili materiali nucleari non dichiarati e attività connesse al nu leader in tre luoghi che non erano stati dichiarati dall’Iran”.
Il rapporto si conclude:” Per oltre quattro mesi, l’Iran ha negato l’accesso all’ Agenzia, ai sensi dell’articolo 5.c. del Protocollo addizionale, a due siti e,per circa un anno, non ha avviato dialoghi sostanziali per chiarire i quesiti dell’Agenzia relativi a possibili materiali nucleari non dichiarati e attività connesse al nucleare in Iran.
Tutto ciò influisce negativamente sulla capacità dell’Agenzia di chiarire e ridolvere le questioni sul nucleare e ,di conseguenza, fornire credibili garanzie sull’assenza di materiale e attività nucleari in alcune località dell’Iran.
Dopo aver accolto positivamente la risoluzione del Consiglio dei membri dell’AIRA, Maryam Rajavi, Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ( NCRI), ha dichiarato:” Le politiche e le azioni del regime dei mullah, cinque anni dopo l’accordo sul nucleare con i paesi P5+1, nom lasciano dubbi sul fatto che questo regime non abbia mai rinunciato al progetto di acquisizione di una bomba atomica e per raggiungere tale obiettivo continua ad occultare prove e ad ingannare la comunità internazionale. Il regime utilizza tutte le strutture e le concessioni che l’accordo gli ha permesso per perseguire il terrorismo, la guerra, fuori dall’Iran e la repressione interna”.
Maryam Rajavi ha. inoltre aggiunto:” l’attivazione del meccanismo di snapback, il ripristino delle sei risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, il blocco totale dell’arricchimento dell’uranio, la chiusura dei siti nucleari e le ispezioni, ovunque e in qualsiasi momento, sono misure indispensabili per impedire al fascismo religioso al potere in Iran di dotarsi della bomba atomica”.
Segreteriato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
19 giugno 2020

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