martedì, Ottobre 4, 2022
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Iran: Anniversario della rivolta del novembre 2019

Maryam Rajavi, President-elect of the NCRI

Conferenza trans-atlantica
Giudicare i capi del regime iraniano per crimini contro l’umanità
Maryam Rajavi: La rivolta del novembre 2019 non è stata un meteoroide fugace. Piuttosto, è stata una manifestazione della bruciante determinazione che continuerà fino a quando la dittatura religiosa dei mullah non sarà rovesciata.
Maryam Rajavi: È giunto il momento per il rovesciamento della dittatura religiosa. La politica di condiscendenza non può essere ripetuta, e anche se lo fosse, non risolverebbe nessuno dei problemi del regime. Il tempo è scaduto per le politiche che sostengono i mullah. Questa politica raccoglierebbe solo danni e perdite.

Alla vigilia del primo anniversario della rivolta di novembre, si è tenuta una conferenza transatlantica di alto livello, intitolata “Onore alla rivolta e imperativo di ritenere i governanti iraniani responsabili di crimini contro l’umanità”. La conferenza virtuale ha collegato 300 associazioni iraniane in 2.400 località in tutto il mondo.
La Presidente-eletta della Resistenza iraniana, la signora Maryam Rajavi, ha reso omaggio alla rivolta di novembre e ha onorato i 1.500 martiri di quelle proteste. Ha detto: “Le fiamme della rivolta del novembre 2019 sono esplose improvvisamente in più di 200 città in 29 province. Coraggiosi manifestanti hanno attaccato il regime clericale in numerosi centri e basi di repressione. Il mondo ha visto che i mullah sono solo una piccola minoranza circondata dal fuoco dell’ira e della furia della società iraniana. La rivolta del novembre 2019 non è stata né indiscriminata né spontanea. È stato un vero esempio di rivolta e di lotta per rovesciare il regime. La sua forza trainante erano i giovani indigenti ma consapevoli. La rivolta del novembre 2019 non è stata un meteoroide fugace. Piuttosto, è stata una manifestazione della bruciante determinazione che continuerà fino a quando la dittatura religiosa dei mullah non sarà rovesciata”.
La Presidente-eletta della Resistenza iraniana ha fatto riferimento al massacro dei manifestanti su ordine della ‘Guida Suprema’ del regime Ali Khamenei e ha detto: “Indipendentemente dai numeri, quello che è avvenuto è stato un massacro. È stato un crimine contro l’umanità. Khamenei, Rouhani, [il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza del regime, Ali] Shamkhani, i comandanti dell’IRGC [Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche] e della milizia Bassij e i comandanti delle SSF [Forze di Sicurezza Statali] devono affrontare la giustizia per questo massacro”.
La signora Rajavi ha affermato: “Lo stato attuale della dittatura clericale non può essere paragonato a quello di nessun altro periodo degli ultimi 40 anni. Il governo di Rouhani è completamente paralizzato. Economicamente, il sistema bancario del regime è ormai totalmente in bancarotta. Il valore della valuta del Paese è diminuito di dieci volte. Il governo ha un deficit di bilancio del 70%, il tasso di inflazione è del 60% e il regime ha un debito di 260 miliardi di dollari. E, cosa più importante, il regime ha perso tutte le capacità decisionali e la potenziale influenza in questo campo. La situazione esplosiva della società iraniana, che si è manifestata in modo spettacolare durante la rivolta del novembre 2019, esiste ancora. La società iraniana ha mostrato il suo sbalorditivo stato rivoluzionario nella rivolta dello scorso novembre e questa capacità è ancora in vigore. Le condizioni esplosive della società, il malcontento represso e l’animosità nei confronti del regime sono ai massimi storici”.
La Presidente-eletta della Resistenza iraniana ha ricordato che “i mullah non hanno opzioni per uscire dalla situazione di rovesciamento. Stanno aspettando con impazienza un cambiamento nella politica degli Stati Uniti, sperando di ricavarne qualcosa per loro stessi. Stanno trascurando il fatto che la loro situazione è arrivata a un punto in cui alla fine anche un tale cambiamento aggraverebbe le crisi che travolgono l’intero regime e non risolverebbe nessuno dei problemi della loro teocrazia decadente e corrotta. Allo stesso modo, quando arrivò il momento del rovesciamento dello scià, questi, nonostante il fatto che non fossero in vigore sanzioni e godesse del sostegno e dei fondi degli Stati Uniti e dell’Europa, non riuscì a resistere alla rivolta del popolo iraniano. Crediamo e la nostra gente crede che sia giunto il momento per il rovesciamento della dittatura religiosa dei mullah. La politica di condiscendenza non può essere ripetuta e, anche se lo fosse, non risolverebbe nessuno dei problemi del regime. Il tempo è scaduto per le politiche che sostengono i mullah. Questa politica raccoglierebbe solo danni e perdite”.
Decine di importanti personalità politiche europee e statunitensi, nonché legislatori europei, sono intervenuti nella conferenza. Tra loro c’erano: i parlamentari Theresa Villiers e Matthew Offord dalla Gran Bretagna, Zamaswazi Dalmini-Mandela, l’ambasciatore Mitchell Reiss, ex direttore della Pianificazione Politica presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Theresa Payton, responsabile dell’Informazione della Casa Bianca per il presidente George W. Bush, Ingrid Betancourt, ex senatrice e candidata alla presidenza colombiana, i legislatori Martin Patzelt dalla Germania, Sen. Roberto Rampi, On. Chiara Gribaudo, Sindaco Andrea Gavazza e Mario Barbaro ( Partito Radicale ) dall’Italia, On. Marica Montemaggi da San Marino, Tobias Anderson, Hans Eklind, Magnus Oscarsson, Hans Rothenberg, Ingemar Kihlstrom e Hampus Hagman dalla Svezia, Els Ampe e Jonathan de Patoul dal Belgio, Uffe Elbaek dalla Danimarca, Geir Sigbiorn dalla Norvegia, nonché rappresentanti di 300 associazioni iraniane di tutto il mondo.
Gli oratori hanno evidenziato le richieste di giustizia per i 1.500 manifestanti martirizzati nelle rivolte del novembre 2019. Hanno chiesto la fine della politica di condiscendenza e hanno chiesto che gli autori e coloro che hanno ordinato questo gravissimo crimine, che occupano le più alte posizioni nel regime, affrontino la giustizia.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI)
10 novembre 2020

 

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