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Manifestazioni di insegnanti e pensionati in 21 province iraniane nella Giornata Internazionale dei Lavoratori

I manifestanti hanno gridato:
“I prigionieri politici devono essere liberati”, “Gli insegnanti imprigionati devono essere liberati”, “La prigione non è un posto per gli insegnanti, l’Iran non è un posto per i tiranni”
“Lavoratori e insegnanti, unitevi”, “Studenti e insegnanti, unitevi”, “Il nostro nemico è qui [il regime], mentono dicendo che è l’America”

Domenica 1° maggio, nella Giornata Internazionale dei Lavoratori, nonostante le severe misure repressive e di sicurezza e l’arresto e l’intimidazione di numerosi insegnanti nei giorni precedenti, insegnanti e pensionati hanno tenuto manifestazioni di protesta in almeno 55 città in 21 province e hanno chiesto risposte alle loro rivendicazioni. In alcune città, molti operai si sono uniti agli insegnanti nella protesta.
I manifestanti gridavano: “I prigionieri politici devono essere liberati”, “Gli insegnanti imprigionati devono essere liberati”, “La prigione non è un posto per gli insegnanti, l’Iran non è un posto per i tiranni”, “Raisi analfabeta, questo è l’ultimo avvertimento, il movimento degli insegnanti è pronto alla rivolta”, “Bugiardo Raisi, cosa è successo alle tue vuote promesse?”, “Lavoratori e insegnanti, unitevi”, “Studenti e insegnanti, unitevi”, “Il nostro nemico è qui [il regime], mentono dicendo che è l’America”, “Se venisse impedita l’appropriazione indebita [riferita al saccheggio sostenuto dallo Stato), i nostri problemi sarebbero risolti”.
In un’atmosfera di repressione e con una grande presenza di forze di sicurezza in borghese, gli insegnanti amanti della libertà a Teheran hanno tenuto una manifestazione nel parco e nelle aree adiacenti al Ministero dell’Istruzione. Gli insegnanti hanno protestato davanti ai dipartimenti dell’Istruzione in altre città tra cui Arak, Kermanshah, Qazvin, Shiraz, Ahvaz, Bushehr, Saqez, Nourabad Fars, Homayoun Shahr, Tabriz, Karaj, Aligudarz, Yazd, Isfahan, Harsin, Khorramabad, Yasuj, Langarud, Dehdasht , Delfan, Rasht, Shooshtar, Marivan, Dehgolan, Islamabad Gharb, Gachsaran, Shahreza, Pol Dokhtar, Ardabil, Kamyaran, Lahijan, Izeh, Qom, Masjed Soleyman, Mahshahr, Sanandaj, Borujerd, Qazvin, Khorrambid Fars, Torbat Heydariyeh, Tonekabon, Qir e Kazerun, Mamasani, Urmia, Neyshabur, Bojnurd e Khorrambid.
In diverse città, le forze repressive del regime hanno minacciato e arrestato i manifestanti, soprattutto donne, hanno picchiato anziani pensionati con manganelli e li hanno portati via nei loro furgoni. I manifestanti hanno gridato che l’era del bullismo era finita.
La signora Maryam Rajavi, presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI), ha salutato gli insegnanti, i lavoratori e i pensionati che protestavano e ha detto: “Ancora una volta, nella Giornata dei Lavoratori, siete scesi in piazza in tutto il Paese, avete chiesto unità e avete gridato ‘La prigione non è un posto per gli insegnanti, l’Iran non è un posto per tiranni’. Sì, il popolo e la Resistenza, con unità e solidarietà spazzeranno via dall’Iran i mullah oppressivi e criminali e libereranno questa bellissima patria”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI)
1° maggio 2022

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