I mullah attaccano il Festival di Cannes, note a margine
di Esmail Mohades
Articolo 21, 23 maggio – Esiste un diritto alla resistenza contro loppressione? Il diritto alla Resistenza, teorizzato a partire dal XVIII secolo da Grozio, Locke, Rousseau e Condorcet, come diritto naturale di gruppi sociali organizzati o di tutto il popolo ad opporsi con ogni mezzo contro lesercizio tirannico e abusivo del potere statale, vale ancora?
Parliamo di quella Resistenza che fu posta in essere in Europa contro il nazifascismo. Resistenza, libertà, sicurezza e molte altre parole, che hanno contribuito alla costruzione della nostra civiltà, oggi, si mescolano e sembrano in grande confusione.
Si possono definire terrorismo tutte le azioni compiute nellambito di lotte armate? Oppure terrorismo, a prescindere dalle sue motivazioni, sono quelle azioni armate che spargono il terrore tra le popolazione civile? Sia chiaro, la resistenza legittima non colpisce mai dei civili, ma soldati armati o forze dittatoriali, insomma il braccio operativo delloppressione.
Nel caso del regime teocratico dellIran, sono infinite le violazioni dei principi universalmente riconosciuti, dei diritti umani delluomo e delle libertà. Sono innumerevoli le denunce fatte contro il regime iraniano ed è proprio lUE ad esprimere seria preoccupazione per le gravi violazioni da parte del governo iraniano soprattutto nel settore dei diritti umani, condannando espressamente il numero troppo alto delluso della pena di morte, anche contro i minorenni, della tortura, delle persecuzioni delle minoranze etniche e religiose. Anche nel rapporto Patterns of a global terrorism si ribadisce che lIran rimane il più attivo tra gli stati che appoggiano il terrorismo.
Cosi la Commissione dei Diritti dellUomo sulle violazioni in Iran dichiara che questo stato è lontano dai principi del diritto internazionale. Insomma organismi di varia natura hanno certificato più volte che il regime religioso iraniano è coinvolto nella progettazione e nel supporto di atti terroristici e continua ad esortare gruppi terroristici e a disegnare azioni terroristiche per conseguire i propri obiettivi. Ciٍ che accade ed è accaduto allinterno dellIran ci vorranno decenni per poterlo solo elencare, il fatto che la tragedia iraniana non abbia una giusta eco sui mass media deve far riflettere. Nellestate dell88 il regime iraniano decise di risolvere il problema di migliaia di prigionieri politici, eliminandoli a decine di migliaia nel giro di alcuni giorni. Le tracce del terrorismo istituzionalizzato del regime iraniano hanno già insanguinato tutta la Regione e zone del mondo, Europa e Italia comprese.
Appare quindi davvero contraddittorio linserimento nella lista dei gruppi terroristici proprio del principale gruppo che si batte contro un siffatto regime, mi riferisco ai Mojahedin del Popolo.
noto come lOrganizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (Pmoi) sia il più attivo e vasto movimento di opposizione in Iran e la principale forza, insieme ad altre organizzazioni, del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Cnri). Il movimento dei Mojahedin del Popolo ha sviluppato, in quarantanni dalla sua formazione, uninterpretazione democratica dellIslam, che si contrappone al fondamentalismo religioso, improntata, in particolare, alla valorizzazione del ruolo delle donne, riconoscendo leguaglianza tra i sessi. Il leader della Resistenza iraniana, Masud Rajavi, responsabile del Cnri, di cui lorganizzazione dei Mojahedin è il gruppo principale, ha sempre dichiarato che nella lotta contro loppressore tra il pericolo per la vita di un civile e la vita di un combattente bisognava scegliere senza indugi la sicurezza del civile, anzi proprio la sicurezza del civile è lobiettivo della lotta. Non cè mai stata condanna nelle sedi propriamente giudiziarie, di Parigi, Roma, Colonia o Lussemburgo, verso i membri dei Mojahedin del Popolo o dei loro simpatizzanti, sempre è stata dichiarata la loro piena estraneità al terrorismo.
Se si guarda al programma politico del Cnri è ribadita ladesione incondizionat alla Carta delle Nazione Unite, alle convezioni ed ai trattati internazionali, alla Dichiarazione Universale dei diritti delluomo ed alle convezioni che riconoscono la libertà in una società civile.Il Pmoi crede nella libertà come ideale a cui ispirarsi.
Il Cnri propugna la separazione tra stato e religione, accetta il mercato e considera i rapporti con gli altri paesi necessari alla ricostruzione dellIran; si oppone, inoltre, alla proliferazione nucleare e alla produzione di armi di distruzione di massa. I Mojahedin del Popolo sostengono che soltanto elezioni libere e popolari siano la fonte di legittimazione del potere politico e nei fatti dimostrano che non esiste alcuna contraddizione tra lIslam e la civilizzazione moderna e i valori di una società democratica, tollerante e pluralista.
I Mojahedin del Popolo sono stati riconosciuti come forza di resistenza legittima dalla maggioranza dei parlamenti statunitense, britannico, belga, lussemburghese e italiano e da migliaia di rappresentanti dei popoli europei. Ultimamente nel mese di marzo si è espressa in tal senso la maggioranza del Parlamento italiano.
Lillegittimità dellinserimento nella lista dei gruppi terroristici dei Mojahedin del Popolo si profila, pertanto, sotto diversi aspetti. In primo luogo nega il sacrosanto diritto di autodeterminazione e di resistenza contro loppressione. In secondo luogo la procedura della formazione della lista stessa è deficitaria sotto il profilo delle garanzie e dei diritti di difesa. Infatti il 12 dicembre 2006 la Corte Europea di Giustizia, con sede a Lussemburgo, ha annullato la decisione dellUE relativa allinserimento del PMOI nella lista nera. Durante ludienza della Corte, il Consiglio dellUE non è stato in grado di apportare alcuna evidenza, perfino a porte chiuse, di una connessione tra il PMOI e il terrorismo. Al contrario la Corte stessa ha sostenuto che il PMOI si era prefissato lobiettivo di rimpiazzare il regime dello scià in Iran, poi quello dei mullà, con una democrazia.
Il significato politico dellinserimento nella lista non è mai stato un mistero.
Nellottobre 2004 lAgenzia FP ha rivelato il punto fondamentale della bozza del negoziato tra la troika europea e il regime iraniano: si diceva che se il regime avesse rinunciato allarricchimento delluranio, lUE avrebbe tenuto i Mojahedin nella lista dei gruppi terroristici. Dopo la sentenza inequivocabile della Corte Europea di Giustizia e di fronte allo shock e allincredulità di molti osservatori, il Consiglio dei ministri, sfidando lordine della Corte, il 30 gennaio ha annunciato che avrebbe mantenuto il PMOI nella lista.
Più di 1000 rappresentanti del popolo europeo, tra cui la maggioranza del Parlamento italiano, nel mese di marzo hanno contestato la decisione del Consiglio dei ministri, appoggiando la lotta dei Mojahedin del Popolo. Ancora una volta lUE ha messo in evidenza il fatto di non avere una politica estera e che, al di là delle parole, i rapporti commerciali prevalgono sui valori e principi. LUE ha perso cosى loccasione e lopportunità di correggere il suo rapporto con il regime fascista al governo in Iran. In pratica il governo laburista di Tony Blair e quello gollista di Jaques Chirac sono risultati gli alfieri della sciagurata politica dellUE con il regime teocratico iraniano e con la sua opposizione.
Quando una civiltà, come quella occidentale, nega il diritto di resistenza ad un popolo, il diritto sul quale essa si è fondata, la negazione, oltre ad essere profondamente ingiusta, mina le basi di quella stessa civiltà. A titolo di cronaca, lanno scorso in Iran ci sono state più di 5000 manifestazioni di protesta contro il regime tiranno: donne, studenti, insegnanti, lavoratori, la stragrande maggioranza del popolo iraniano è contro quel regime dittatoriale e ne chiede rovesciamento totale.
Il processo per la democrazia in Iran non è nato ieri, dura da un secolo.
La prima seduta del Parlamento iraniano, frutto della lotta popolare, avvenne il 7 ottobre 1906.
Il popolo iraniano è ben consapevole che la via duscita da questa intollerabile situazione, retta anche grazie allaiuto europeo, è il rovesciamento del regime dei mullà i quali non assomigliano in nulla, neanche nell abbigliamento, agli iraniani. Molte volte una politica ottusa dellOccidente, al di del pronunciamento dei principi, ha preso la parte del deposta in Iran, trascurando il desiderio democratico del popolo, perdendo cosi lonore. Ma questa volta, con linserimento dei Mojahedin del Popolo nella lista nera, quella politica ostacola il processo democratico in Iran ed aiuta il regime integralista e guerrafondaio. Perde lonore ed avrà la guerra.
E.Mohades, portavoce dellAssociazione dei laureati iraniani in Italia
