HomeNotizieDiritti UmaniI bambini iraniani: le prime vittime del regime

I bambini iraniani: le prime vittime del regime

Di Sedighe Shahrokhi 

Il disagio sociale si avverte in tutto l’Iran. Il quadro economico ha comportato un costante ed increscente impoverimento della popolazione, con sempre più persone costrette a vivere in condizioni di assoluta povertà.

Sono anche i diritti dei cittadini a venire calpestati, con i lavoratori costretti a firmare contratti ingiusti e temporanei o esposti a condizioni di lavoro inaccettabili. Diverse persone sopravvivono a malapena, ed aspettano per mesi il versamento dei propri salari.

È in corso una vera e propria crisi dei farmaci, che sta colpendo diverse famiglie in tutto il paese, e ci sono state segnalazioni di persone che hanno venduto i propri organi solo per poter acquistare farmaci essenziali per i propri cari.

Purtroppo stanno emergendo notizie circa un’altra terribile pratica che starebbe prendendo piede in Iran: la vendita di bambini.

Il 1 Luglio 2017 la famigerata agenzia stampa affiliata al regime Fars pubblicò un rapporto sulla situazione dei minori. Il rapporto era intitolato “Bambini affittati o i cui organi vengono venduti / Bambini trucidati nell’ombra di un legislazione deficitaria”, e denunciava la sparizione dei minori. Qualche tempo dopo un membro del Consiglio Comunale di Teheran, Fatemeh Daneshvar, dichiarò che nei terreni abbandonati vengono spesso ritrovati cadaveri privi di occhi e di reni.

Sempre lei proseguì affermando che molte famiglie affittano i propri figli, senza preoccuparsi del loro benessere, aggiungendo che una delle cause di questa condotta potrebbe essere l’uso di droghe. Daneshvar rivolse un appello ai genitori, chiedendo loro di contattare immediatamente le autorità e di sporgere subito denuncia in caso di scomparsa dei propri figli. Fatemeh Daneshvar diede però l’impressione di addossare la responsabilità di questa rete di contrabbando ai bambini ed ai genitori, definendo i genitori dei bambini scomparsi come “privi del minimo senso di responsabilità”.

Le dichiarazioni si rivelarono estremamente controverse, e vi furono quasi immediate smentite, secondo le quali il quadro dipinto dalla signora Daneshvar non sarebbe stato reale; tutto ciò nonostante la pressoché simultanea pubblicazione, da parte del parlamento, di una relazione in cui veniva sottolineata la necessità di contrastare queste reti di contrabbando.

I bambini, in Iran, soffrono incommensurabilmente, in conseguenza delle politiche distruttive del regime. Molte famiglie non sono in grado di mandare i propri figli a scuola, per il semplice fatto che non riescono a farsi carico del costo del materiale scolastico necessario. Inoltre, alcuni bambini sono costretti a lavorare nelle strade, per poter contribuire al reddito famigliare.

L’Iran sta vivendo una serie di emergenze sociali che devono essere affrontate nell’immediato, ma questo, al regime sembra non importare. Il clero al potere continua a depredare le ricchezze del paese per finanziare il terrorismo ed altre attività criminali, e sembra non dedicare neanche un secondo ai disagi ed alle sofferenze che il popolo si trova ad affrontare.

Fino a quando il regime sarà al potere, la situazione rimarrà la stessa. Per gli avidi mullah è importante solo ciò che gli farà arricchire. Per questa leadership il bene comune è qualcosa che non esiste.

Il popolo è ben consapevole della vera natura del regime, ed è questa una delle numerose ragioni che hanno portato, negli ultimi anni, ad un così elevato tasso di manifestazioni e proteste. Il popolo vuole essere esso stesso la forza dietro al cambio di regime, e sarà sicuramente il popolo a ripristinare la democrazia, la libertà ed il rispetto dei diritti umani.