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Iran: Il governo Rouhani al parlamento

Rouhani, i suoi ministri e il parlamento dei mullah ribadiscono la repressione, l’esportazione del terrorismo e l’ingerenza aggressiva

Durante l’udienza per la conferma di Mahmoud Alavi, Ministro dell’Intelligence del governo Rouhani, gli esponenti del regime hanno ammesso il ruolo dell’intelligence nell’esportazione del terrorismo, nell’ingerenza e nella attività belliche in Siria e Iraq.

Alaeddin Boroujerdi, Presidente del Comitato per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del parlamento teocratico, ha ammesso l’ingerenza criminale del regime teocratico nella regione e ha detto che ciò che è avvenuto in Siria, in Iraq, in Libano e in tutta la regione “indica che la Repubblica Islamica dell’Iran, da sola, può sfidare tutte le grandi potenze del mondo”.

Aziz Akbarian, membro del parlamento della fazione di Khamenei, ha detto: “Come uno che è stato nelle Guardie Rivoluzionarie per 27 anni, io dico che noi dobbiamo conquistare i nostri nemici all’estero, cosa che il Ministero dell’Intelligence è riuscito a fare con la collaborazione dell’IRGC”.

Ali Mottaharri, Vice-Presidente del parlamento, a proposito dell’espansione dell’intelligence dell’IRGC e della mancanza di qualunque controllo sulle sue operazioni, ha detto: “La sfera di azione dell’intelligence dell’IRGC si è estesa ed è arrivata alle questioni dei media, dei giornalisti, delle università, degli studenti e delle pubblicazioni degli studenti… ed ha fornito ai nemici la scusa dei diritti umani”. Mottaharri ha definito le proteste contro le violazioni dei diritti umani in Iran “un problema politico e per la sicurezza del paese”, che ha causato danni al regime negli ultimi anni (televisione del regime – 16 Agosto 2017).

L’aguzzino Alavi, con una nauseante accondiscendenza verso Khamenei, ha detto: “Noi seguiamo l’autorità di cui siamo stati investiti dal grande leader supremo (velayat-e-faqih), lo rispettiamo, gli siamo devoti e per la riduzione dei nostri poteri in questo ambito, non abbiamo nessuna reazione. Se il leader supremo da’ tutta l’autorità del Ministero dell’Intelligence ad altre istituzioni, noi lo accettiamo e ci atteniamo rispettosamente ad essa. Noi rispettiamo le istituzioni che godono di tali poteri… Oggi l’interazione tra il Ministero dell’Intelligence e le agenzie di intelligence, come l’IRGC, è buona”.

Nel presentare i ministri, Rouhani ha elogiato l’aguzzino Avaei, il suo attuale ministro della giustizia, e l’ex-ministro della giustizia, entrambi membri della “Commissione della Morte” durante il massacro di 30.000 prigionieri politici del 1988, definendoli difensori dei diritti umani e moderati. Rouhani ha detto di Pourmohammadi: “La nostra amicizia risale a prima del governo e ovunque sia stato presente, è stato un servitore. Nel Ministero della Giustizia, ha compiuto bene i suoi doveri. Ha fatto la sua parte nel campo dei diritti umani, dei diritti dei cittadini e nella lotta alla corruzione in questo governo…”. Del boia Avaei ha detto: “E’ un moderato. Ogni volta che Avaei ha detto qualcosa, è stata rassicurante per noi, perché noi crediamo nello spirito della sua moderazione” (TV del regime – 13 Agosto 2017).

Dopo le rivelazioni diffuse su Pourmohammadi, uno dei più crudeli carnefici del massacro del 1988, sulla scena interna e internazionale, Rouhani lo ha inevitabilmente sostituito con Alireza Avaei, membro della “Commissione della Morte” della provincia del Khuzestan (comunicato del CNRI – 8 Agosto 2017).

Secondo alcuni testimoni, su ordine di Avaei, prigionieri giovani e ragazzi al di sotto dei 18 anni di età, venivano giustiziati a gruppi di due o tre nel cortile arido della sezione UNESCO del carcere di Dezful. Questo boia è stato posto nella lista delle sanzioni dell’UE ad Ottobre 2011.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

17 Agosto 2017