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Iran-ONU: il Comitato dell`Assemblea Generale condanna le violazioni dei diritti umani in Iran

Maryam Rajavi: la risoluzione non concede scuse all`accondiscendenza verso i mullah
La situazione dei diritti umani in Iran deve essere riferita al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

ImageCNRI,18 NOV- Oggi il Comitato dell`Assembela Nazionale delle Nazioni Unite, ha approvato una risoluzione in cui si condanna le brutali e reiterate violazioni dei diritti umani in Iran. La risoluzione e` stata votata dalla maggioranza degli Stati membri delle Nazioni Unite. La risoluzione condanna apertamente il continuo uso della tortura, di pene crudeli, inumane e degradanti, le continue esecuzioni in pubblico, altre esecuzioni, su vasta scala, tra cui  le esecuzioni di individui minorenni al tempo in cui il reato e` stato commesso.

Vengono condannate inoltre le reiterate violazioni della liberta` di assemblea, di opinione ed espressione, le violazioni dei diritti delle donne, dei diritti religiosi e delle minoranze etniche.

La risoluzione e` stata approvata nonostante il ricorso, da parte del regime, a tutte le risorse diplomatiche possibili, con la complicita`, da parte di altri stati violatori dei dittti umani, nell`ostacolare il voto sulla misura. Questa risoluzione, comunque, si rivela ben piu` severa di quella dell`anno scorso, ed e` stata approavata da una maggioranza ben piu` larga. Di fatto e` stata presentata da 45 Stati  ed approvata da 77.
Maryam Rajavi, il Presidente eletto della Resistenza Iraniana, si e` congratulata con il popolo iraniano per la condanna, da parte del  Comitato dell`Assembea Generale delle Nazioni Unite, alle flagranti e sistematiche violazioni dei diritti umani da parte del regime clericale. Ella ha aggiunto che sebbene questa risoluzione rifletta solo una piccola porzione dei crimini perpetrati dal regime contro il popolo iraniano, essa indica il riconoscimento da parte della comunita` internazionale di un`intesificazione senza precedenti delle violazioni dei diritti umani in Iran.

Maryam Rajavi ha ribadito che la risoluzione del  Comitato, la 52esima risoluzione da parte degli organi delle Nazioni Unite, sulla condanna delle esecuzioni, della tortura, della soppressione, della brutale ed inumana discriminazione verso le donne e le minoranze etniche e religiose in Iran, non puo` avallare la fallimentare politica di  accondiscendenza verso questo regime medioevale e dimostra chiaramente il fallimento del dialogo evidenziando come questo dovrebbe essere messo da parte una volta per tutte.
Maryam Rajavi, come la Resistenza Iraniana, ha fatto notare come dal giorno in cui Mahmud Ahmadinejad e` stato posto alla presidenza dei mullah, il regime abbia intensificato la soppressione del popolo iraniano ed abbia dichiarato guerra alla comunita` internazionale promuovendo l`esportazione del terrorismo e del fondamentalismo e rinvigorendo il programma per la creazione di armi nucleari. Ella ha aggiunto che la Nazione iraniana condanna qualsiasi accondiscendenza verso il regime clericale e chiede di riferire al consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite le violazioni dei diritti umani, l`esportazione del terrorismo ed il programma di armamento nucleare.
La risoluzione ONU condanna il continuo uso della tortura e di quelle punizioni crudeli ed inumane come la fustigazione e l`amputazione; le contiue esecuzioni pubbliche, incluse esecuzioni multiple, e tutte quelle esecuzioni effettuate in violazione delle norme internazionali, in particolare le esecuzioni di persone che erano minorenni all`epoca del reato. Tutto cio` in aperta violazione delle obbligazioni assunte dal regime sotto l`articolo 37 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, dell`articolo 6 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici e nonostante l`annuncio di una moratoria sulle esecuzioni dei piu` giovani.
Il  Comitato ha anche condannato la continua violenza e discriminazione contro le donne ed il rifiuto di intraprendere un cammino verso l`eliminazione di questa discriminazione, in particolare il rifiuto di sottoscrivere la Convenzione sull`Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione verso le Donne.
La risoluzione condanna inoltre la continua intimidazione e persecuzione dei difensori dei diritti umani, delle organizzazioni non-governative, degli oppositori politici, dei dissidenti religiosi, degli studenti, dei religiosi, degli accademici e dei blogger, anche attraverso restrizioni sui diritti di assemblea, di opinione ed espressione, l`uso di arresti arbitrari e della chiusura arbitraria di giornali e siti internet, oltre all`assenza di molte condizioni necessarie a libere e legittime elezioni.

Il  Comitato ha condannato inoltre la persistente reticenza nel raggiungere gli standard internazionali nell`amministrazione della giustizia ed, in particolare, nell`assenza di processi equi, nel rifiuto di tenere udienze pubbliche, nel diniego del diritto ad avere un avvocato, nell`abuso di leggi sulla sicurezza nazionale volte a negare i diritti umani, nell`intimidazione e persecuzione degli avvocati difensori, nella mancanza dei requisiti minimi per la difesa di persone appartenenti ad altre fedi religiose o minoranze etniche, ufficialmente riconosciute e non, all`emissione di sentenze di incarcerazione arbitrarie, alla violazione dei diritti dei detenuti, incluso l`uso arbitrario di prolungati periodi di isolamento, la mancanza di cure mediche adeguate ai detenuti e l`impedimento per i detenuti di avere contatti con le relative famiglie.
Egualmente condannate sono la discriminazione ed altre violazioni dei diritti umani contro persone appartenenti a minoranze religiose o etniche, ufficialmente riconosciute e non, tra cui Arabi, Curdi, Balucchi, Cristiani, Ebrei, Musulmani Sunniti e Bahai.
La risoluzione ha stabilito che l`Assemblea Generale continui ad esaminare la situazione dei diritti umani in Iran alla sua 61esima sessione il prossimo anno.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
18 novembre 2005