Il discorso del Sen. Lucio Malan alla conferenza internazionale a Parigi venerdi 6 gennaio 2012 su invito del Comitato Francese per la Democrazia e i Diritti Umani in Iran, dozzine di eminenti autorità americane ed europee hanno ammonito contro l’ostruzionismo e la non-cooperazione del regime iraniano e del governo iracheno nel garantire una pacifica soluzione per Campo Ashraf, dove i membri dell’opposizione iraniana risiedono in Iraq. Signora PresidenteCari Amici
Signore e Signori
E’ un onore per me essere presente qui oggi con tali eminenti personalità. Condivido fortemente con loro gli stessi punti di vista.
Devo dire che è fondamentale comprendere che il regime iraniano è invischiato in molte crisi sia interne che internazionali. Dall’inizio del nuovo anno 28 persone sono state brutalmente impiccate da questo malvagio regime. Nonostante la forte repressione, il malcontento popolare è cresciuto in tutto l’Iran. La teocrazia al governo, allo scopo di preservare il suo sistema in declino in Iran, è ricorso ad ulteriori soppressioni di dissidenti politici in particolare del movimento organizzato di Campo Ashraf, abbandonandosi a numerose operazioni terroristiche all’estero, specialmente in Iraq, così come all’acquisizione di armi nucleari per intimidire la comunità mondiale.
Questo regime brutale non è solo il maggior nemico del popolo iraniano, ma anche una seria minaccia per la pace, la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo di tutto il mondo. Io e la maggioranza dei membri del Parlamento e del Senato italiano appoggiamo la soluzione di Mrs. Maryam Rajavi, Presidente della coalizione politica CNRI, riguardo a questo regime. Una politica a due ramificazioni con, da un lato, l’imposizione di sanzioni sul petrolio e sul gas contro il governo dei dittatori e, dall’altro lato, il supporto al popolo iraniano e alla sua Resistenza organizzata per cambiare questo regime con una democrazia.
I 3400 membri del PMOI, la principale opposizione organizzata contro il regime iraniano, hanno risieduto legalmente come rifugiati a Campo Ashraf per i passati 25 anni e durante questo periodo hanno trasformato questo desolato pezzo di terra in una città moderna. Nonostante le assicurazioni scritte fatte agli Stati, le forze irachene li hanno attaccati due volte nel 2009 e nel 2011 per conto dell’Iran, lasciando sul campo 47 residenti uccisi e centinaia feriti.
A dispetto del diritto legale dei residenti di rimanere ad Ashraf, per impedire un altro attacco, Mrs. Rajavi a Dicembre, li ha convinti a trasferirsi volontariamente a Camp Liberty in presenza di garanzie minime per la loro protezione ed incolumità da parte degli Stati Uniti, Nazioni Unite ed Unione Europea.
L’Iraq, in palese violazione dei suoi impegni presi sia con le Nazioni Unite che con gli Stati Uniti, ha impedito ad un gruppo di circa 400 residenti di Ashraf di trasferirsi a Camp Liberty con i loro veicoli e proprietà personali. Ha anche negato di fare accedere in anticipo a Camp Liberty un piccolo gruppo di rappresentanti dei residenti per ispezionare il sito prima che il trasferimento di massa iniziasse. Temiamo fortemente che l’Iraq voglia trasformare Camp Liberty di fatto in una prigione per i residenti.
Il nostro Comitato e i membri del Parlamento italiano hanno appoggiato solo l’accordo delle Nazioni Unite per trasferire i residenti ad un nuovo campo, basandosi sulle assicurazioni fornite da Mr. Kobler e dal Segretario di Stato Hillary Clinton. Senza l’intervento internazionale, non ci si può fidare dell’Iraq per difendere la salvezza e i diritti dei residenti.
Il nostro comitato trova inaccettabile il trasferimento dei residenti a Camp Liberty, a meno che le richieste minime fatte da Mrs. Rajavi non vengano attuate. In particolare, ai rappresentanti dei residenti deve essere concesso l’accesso a Camp Liberty con 48 ore di anticipo per ispezionare il sito, e l’Iraq deve permettere ai residenti di trasferire anche i loro beni personali e le loro proprietà mobili, in particolare i loro veicoli, al nuovo sito. Nessuna forza irachena armata deve stazionare all’interno del perimetro del nuovo campo, e l’Iraq deve lasciar cadere le sue accuse fasulle contro tutti i residenti.
L’Iran sarà liberato.
Grazie
