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I sostenitori del CNRI organizzano una settimana di protesta globale coordinata contro la campagna di esecuzioni di Teheran

NCRI supporters in Los Angeles, the United States, hold a rally on June 11, 2026

Manifestazione del CNRI a Los Angeles, negli Stati Uniti, l’11 giugno 2026

Nella settimana dal 7 al 14 giugno, un’ondata globale sincronizzata di mobilitazione politica ha avuto luogo nelle principali capitali occidentali e nelle città europee, segnalando l’aggravamento della crisi per il regime clericale iraniano in seguito alla brutale repressione della rivolta interna del gennaio 2026. Organizzate dai sostenitori del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI) e dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK), le manifestazioni, anche con bancarelle di libri e mostre di alto profilo, che si sono svolte in diverse città, rappresentano un impegno coordinato per contrastare la crescente campagna di esecuzioni di Teheran. Mentre il regime intensifica la repressione interna attraverso l’oscuramento di Internet e la persecuzione sistematica di dissidenti e atleti, la rete di resistenza clandestina è riuscita a proiettare la propria opposizione sulla scena internazionale. Questo slancio globale sta rapidamente convergendo verso una grande manifestazione in Francia, che porrà un’alternativa democratica fondata sulla sovranità popolare contro l’attuale teocrazia e i residui dell’autocrazia monarchica.

13 giugno
A Malmö, in Svezia, una manifestazione organizzata dai sostenitori del CNRI e dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI) ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla crescente crisi dei diritti umani in Iran, protestando in particolare contro la recente esecuzione di prigionieri politici e manifestanti arrestati durante la rivolta del gennaio 2026. I dimostranti hanno espresso esplicitamente il loro sostegno al quadro di governo provvisorio del CNRI e al Piano in Dieci Punti promosso dalla presidente-eletta del CNRI, Maryam Rajavi. L’evento di Malmö è servito da centro di mobilitazione, esortando gli iraniani amanti della libertà a partecipare alla prossima grande manifestazione “Iran Libero” del 20 giugno a Parigi, per opporsi sia ai mullah al potere che alle precedenti autocrazie monarchiche. Contemporaneamente, ad Aarhus, in Danimarca, i dissidenti iraniani hanno organizzato un’azione per manifestare solidarietà con la rivolta nazionale in corso del popolo iraniano.

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12 giugno
Attivisti a Parigi hanno intensificato i preparativi operativi allestendo una bancarella di libri e una mostra pubblica, concepite per protestare contro l’ondata di esecuzioni da parte del regime di prigionieri politici e manifestanti coinvolti nella rivolta del gennaio 2026. Gli organizzatori hanno promosso i diritti umani, la giustizia e l’alternativa democratica proposta dal CNRI, mobilitando al contempo i partecipanti alla manifestazione “Parigi per un Iran libero” del 20 giugno, un evento che si prevede attirerà oltre 100.000 persone con lo slogan “Instaurazione di una repubblica democratica”. Nel frattempo, a Copenaghen, in Danimarca, gli iraniani hanno organizzato un’azione per distribuire volantini e mobilitare le comunità locali affinché partecipino alla manifestazione nel centro di Parigi.

11 giugno
La rete di resistenza ha mantenuto una presenza costante a Parigi, dove iraniani amanti della libertà hanno allestito una bancarella di libri dedicata. Questa azione pubblica, in corso da tempo, si è concentrata sulla promozione della solidarietà internazionale con la rivolta interna iraniana e sul mantenere alta l’attenzione sulle sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime.

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10 giugno
Alla vigilia dei Mondiali di calcio FIFA 2026, a Los Angeles si è svolta un’importante manifestazione politica: una mostra fotografica, una protesta pubblica e una conferenza stampa si sono tenute proprio di fronte al municipio per denunciare la sistematica repressione degli atleti da parte del regime iraniano e le sue interferenze politiche nelle istituzioni sportive. L’evento, di grande risonanza, ha visto la partecipazione di personalità di spicco come Hamid Azimi, membro del CNRI (Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran), Asghar Adibi, ex calciatore della nazionale iraniana ai Giochi Asiatici del 1970, e Bahram Mavaddat, membro della squadra che ha partecipato ai Mondiali FIFA del 1978, insieme ai calciatori Yousef Mahdavi e Shahram Homayounfar, al campione del mondo di karate Solmaz Abouali e al campione di lotta libera Milad Sharif. La mostra di Los Angeles ha ripercorso le tragiche storie di atleti giustiziati o imprigionati dalla dittatura religiosa per le loro posizioni a favore della democrazia.

Dall’altra parte dell’Atlantico, ad Aquisgrana, in Germania, i sostenitori hanno allestito un importante banchetto di libri invitando a respingere le politiche di guerra ed esecuzioni del regime dei mullah e di accondiscendenza da parte occidentale, promuovendo il Piano in Dieci Punti di Maryam Rajavi. A Münster, sempre in Germania, gli attivisti hanno avviato una capillare campagna di affissione di manifesti in tutta la città per dare slancio alla manifestazione del 20 giugno. Contemporaneamente, a Parigi sono continuate attività parallele di vendita di libri per mantenere alta la visibilità del movimento democratico.

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9 giugno
A Göteborg, in Svezia, i sostenitori hanno celebrato la 124esima settimana consecutiva della campagna “I martedì del No alle esecuzioni” con una manifestazione per condannare l’intensificazione delle esecuzioni da parte del regime e il blocco di Internet in Iran. I manifestanti di Göteborg hanno scandito “Abbasso il regime dei carnefici”, hanno chiesto l’immediata liberazione dei prigionieri politici e hanno appoggiato l’appello di Maryam Rajavi ad estendere il movimento contro le esecuzioni a livello globale.
A San Gallo, in Svizzera, sono stati organizzati contemporaneamente una bancarella di libri e una mostra fotografica a sostegno della campagna “No alle esecuzioni” e per chiedere un intervento internazionale contro gli abusi del regime. A Wuppertal, in Germania, gli attivisti hanno allestito una mostra fotografica chiedendo al governo tedesco di interrompere la sua politica di condiscendenza con il regime e di adottare misure immediate per condannare le violazioni dei diritti umani commesse dai mullah. Inoltre, gli organizzatori di Wuppertal, San Gallo e Parigi hanno lanciato appelli urgenti alla comunità internazionale affinché respinga ogni forma di dittatura e sostenga l’alternativa democratica in occasione della prossima manifestazione globale del 20 giugno.

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8 giugno
A Parigi gli iraniani hanno organizzato un altro evento di vendita di libri. L’iniziativa ha coinvolto con successo il pubblico locale, sottolineando la continuità della resistenza democratica e promuovendo la solidarietà con la rivolta in corso in tutto l’Iran.

7 giugno
Ad Aarhus, in Danimarca, i dissidenti hanno condotto un’azione mirata a sostegno della rivolta nazionale in Iran, concentrandosi in particolare sulla distribuzione e sulla pubblicazione degli inviti ufficiali per la grande manifestazione di Parigi. Questa operazione è stata strategicamente abbinata ad attività di sensibilizzazione rivolte alla città di Essen, in Germania, ampliando così la portata geografica della rete di coordinamento.

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6 giugno
Oltre alle iniziative già segnalate in un precedente resoconto, le operazioni del 6 giugno hanno visto un’attività significativa a Lugano, in Svizzera, dove è stata allestita una vendita di libri solidale per sostenere la causa dei prigionieri politici e invitare i cittadini svizzeri e la diaspora iraniana alla grande manifestazione di Parigi. Ad Aarhus, in Danimarca, i sostenitori si sono riuniti per un’intensa manifestazione per condannare l’esecuzione dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI) e dei detenuti della rivolta del gennaio 2026, esponendo fotografie delle vittime per onorarne il sacrificio. Contemporaneamente, a Essen, in Germania, gli attivisti hanno condotto un’ampia campagna di sensibilizzazione, distribuendo opuscoli informativi e affiggendo manifesti in tutta la città per mobilitare i partecipanti alla manifestazione del 20 giugno, indirizzando in particolare il pubblico verso il raduno a Vauban, Parigi.

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Conclusione
La natura diffusa e altamente coordinata di queste operazioni internazionali evidenzia una vulnerabilità critica all’interno del regime iraniano: la sua strategia di terrore interno e di esecuzioni sempre più frequenti si è fondamentalmente rivelata controproducente. Invece di spegnere le fiamme del dissenso dopo la rivolta del gennaio 2026, la brutalità dei mullah non ha fatto altro che ampliare il divario tra lo Stato e la popolazione, consolidando un movimento di resistenza articolato che opera su due fronti distinti.

A livello nazionale, reti clandestine strettamente compartimentate continuano a operare anche sotto una forte pressione totalitaria, aggirando attivamente la censura statale e i blocchi di Internet a livello nazionale per sostenere lo slancio della rivolta sul territorio. Nel frattempo, la rete della diaspora del CNRI sta sfruttando efficacemente la propria libertà politica e geografica all’estero per orchestrare campagne di grande visibilità in molte importanti città occidentali, amplificando la lotta interna all’attenzione della comunità internazionale. Insieme, queste due dinamiche – una tenace resistenza interna unita a una mobilitazione esterna senza intoppi – rivelano una situazione di stallo all’interno del regime clericale. Nonostante i disperati tentativi di Teheran di proiettare un’immagine di invincibilità attraverso dimostrazioni di forza militare e impiccagioni pubbliche, la resistenza che riecheggia dalle capitali occidentali alle strade dell’Iran dimostra che il regime non è più in grado di contenere la spinta verso una repubblica democratica, lasciando il suo sistema totalitario intrappolato in una crisi di legittimità irreversibile.

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