
Un manifesto di propaganda della Guida Suprema Ali Khamenei brucia durante un’azione dell’Unità di Resistenza guidata dai Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI) in una strada di Mashhad, Iran, il 16 aprile 2026 (fotogramma ingrandito e modificato dall’IA tratto dal filmato originale)
Le unità di resistenza guidate dall’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK) hanno condotto una serie di attività organizzate in diverse città iraniane durante la settimana dal 19 al 26 aprile 2026. Le operazioni si sono concentrate sul sostegno all’annuncio del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI) di un governo provvisorio basato sul Piano in Dieci Punti di Maryam Rajavi per una repubblica democratica, e sulla campagna in corso “I martedì del No alle esecuzioni” in memoria di sei membri del OMPI recentemente giustiziati. Le unità hanno anche reagito all’esecuzione di due membri del OMPI con manifestazioni pubbliche di solidarietà. Le attività hanno incluso graffiti, affissioni di manifesti e scritte di slogan in luoghi pubblici ben visibili.
24 aprile 2026
Le Unità di Resistenza a Zahedan hanno condotto operazioni mentre la presidente-eletta del CNRI, Maryam Rajavi, ha chiesto all’Unione Europea di subordinare tutte le relazioni con il regime iraniano alla cessazione immediata delle esecuzioni di prigionieri politici e all’uccisione di manifestanti. La dichiarazione ha indicato la necessità di collegare l’impegno internazionale alla fine della repressione del regime contro i dissidenti.
April 16
In response to the regime's brutal execution of political prisoners, PMOI Resistance Units across Iran carried out 15 daring operations against centers and symbols of repression. Their message: Executions will not extinguish the flame of resistance for freedom. pic.twitter.com/3zNKdSx7rQ— People's Mojahedin Organization of Iran (PMOI/MEK) (@Mojahedineng) April 24, 2026
22 aprile 2026
Unità di Resistenza in diverse città dell’Iran hanno condotto campagne di graffiti e manifesti in reazione all’esecuzione di due membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI), Hamed Validi e Mohammad Masoum-Shahi. Le azioni hanno reso omaggio ai due uomini e riaffermato l’impegno del movimento a proseguire sulla via della resistenza. Lo stesso giorno, la campagna “I martedì del No alle esecuzioni” è stata estesa in memoria dei sei membri del OMPI giustiziati tra marzo e aprile 2026, esprimendo al contempo sostegno all’annuncio del governo provvisorio da parte del CNRI. Le attività documentate si sono svolte a:
• Ahvaz: Slogan che collegano il martirio del comandante Vahid e dei suoi compagni al prezzo della pace e della libertà.
• Isfahan: Messaggi con la scritta “È vietato inchinarsi, è vietato manifestare il lutto” in memoria di Mohammad Taghavi.
• Rasht: Dichiarazioni in memoria di Babak Alipour: “Nessuna prigione, nessuna esecuzione può fermarci”.
• Sonqor: Manifestazioni di sostegno alla campagna “I martedì del No alle esecuzioni” in memoria di Pouya Ghobadi.
• Mashhad: Omaggi che descrivono Abolhassan Montazer come un “simbolo di resistenza fino all’ultimo respiro”.
• Karaj: Dichiarazioni secondo cui “Per ogni persona uccisa, ce ne sono mille a sostenerla” in memoria di Akbar Daneshvarkar.
• Shiraz: tributi a tutti e sei i martiri – Vahid Bani-Amirian, Mohammad Taghavi, Babak Alipour, Abolhassan Montazer, Pouya Ghobadi e Shahrokh Daneshvarkar – che “hanno raggiunto l’apice della resistenza e del sacrificio”.
Kermanshah
Resistance Units set fire to a regime center for terrorism and fundamentalism pic.twitter.com/2FV7DpGcJc— People's Mojahedin Organization of Iran (PMOI/MEK) (@Mojahedineng) April 19, 2026
I media della resistenza hanno anche condiviso un ricordo personale di un compagno di cella di Mohammad Masoum-Shahi, che ha messo in evidenza i suoi racconti sull’attentato di Ashraf del 2011 e la fermezza ideologica che ha sostenuto i membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI).
21 aprile 2026
Le unità di resistenza a Teheran, Rasht, Shahroud, Kerman, Rafsanjan e Shahr-e Reza hanno lanciato operazioni sincronizzate a sostegno della dichiarazione del CNRI di un governo provvisorio per trasferire la sovranità al popolo iraniano e istituire una repubblica democratica secondo il Piano in Dieci Punti della signora Maryam Rajavi. I messaggi chiave includevano:
• Shahroud: “Lunga vita alla repubblica democratica istituita dall’Esercito di Liberazione Nazionale dell’Iran” e continuo sostegno alla campagna “I martedì del No alle esecuzioni”.
• Teheran: Si fa riferimento al governo provvisorio come strumento per il trasferimento del potere al popolo, con particolare attenzione alle prigioniere politiche nel reparto femminile del carcere di Evin e all’Esercito di Liberazione Nazionale come garante di pace e libertà.
• Rasht: Appoggio al governo provvisorio e solidarietà ai prigionieri politici nel carcere di Lakan.
• Rafsanjan e Shahr-e Reza: Appelli per una repubblica democratica basata sul Piano in Dieci Punti.
• Kerman: “Lunga vita alla repubblica democratica. Morte all’oppressore, che sia lo scià o il regime della ‘Guida Suprema’”.
April 16—Iran
PMOI Resistance Units respond to the regime's wave of political executions with 15 fiery operations, targeting the regime's centers and symbols of repression and terror. pic.twitter.com/niiPMI6mT1— People's Mojahedin Organization of Iran (PMOI/MEK) (@Mojahedineng) April 19, 2026
Queste azioni dimostrano la presenza operativa costante delle Unità di Resistenza e la comunicazione coordinata in tutte le province, anche se il regime ha intensificato le esecuzioni. Le campagne collegano costantemente le proteste sul campo all’alternativa politica per l’Iran proposta dal CNRI.
