
Mercoledì 24 luglio, in seguito della condanna a morte di Pakhshan Azizi, prigioniera politica curda, le prigioniere politiche del reparto femminile del carcere di Evin hanno inscenato una protesta e un sit-in nel cortile della prigione.
Anche le prigioniere politiche di Qezelhessar hanno dichiarato il loro sostegno e la loro solidarietà a questa giusta protesta.
Le coraggiose prigioniere politiche di Evin hanno scandito slogan come “Morte al dittatore”, “La prima e l’ultima parola è il rovesciamento”, “Il cappio del boia non colpisce più Damavand”, “Giuriamo sul sangue dei nostri compagni che resisteremo fino alla fine”.
Le prigioniere hanno simbolicamente dato fuoco a un cappio, in opposizione alle esecuzioni, e hanno intonato: “Ci batteremo fino alla fine per l’abolizione della pena di morte; abbasso il governo delle esecuzioni”.
La Commissione delle donne del Consiglio nazionale della resistenza iraniana condanna ancora una volta le condanne a morte emesse dai tribunali del regime, in particolare quelle nei confronti delle donne, e chiede agli organismi internazionali per i diritti umani e per i diritti delle donne, in particolare alla Relatrice speciale per diritti umani in Iran e alla Relatrice sulla violenza contro le donne, di intervenire con urgenza per l’annullamento della condanna a morte di Pakhshan Azizi e il suo rilascio.
Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran – Commissione delle Donne
25 luglio 2024
