
La corruzione mafiosa dell’IRGC nel regime dei mullah
La pandemia di coronavirus ha conseguenze diverse. Creazione di paura globale, malattia e morte, costrizione a rimanere a casa, disoccupazione e impossibilità di prosperare per piccole o grandi economie sono i suoi aspetti negativi. Creazione di mobilità e dinamismo in alcune società per combattere questo virus aumentando il senso di collaborazione, rafforzamento dei comportamenti igienici pubblici e privati, aumento della solidarietà sociale e dello spirito di sacrificio in alcuni Paesi sono gli aspetti positivi di questo virus.
Tuttavia, ciò che accade in Iran è totalmente diverso rispetto ad altri Paesi.
La società iraniana è stata presa in ostaggio dal regime dei mullah ed è vittima delle sue politiche devastanti; allo stesso tempo, deve liberarsi del coronavirus.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) militarizza la sanificazione
Il settimanale statale Sobh-e Sadeq, che appartiene all’ufficio politico dell’IRGC, in un articolo pubblicato il 15 aprile sul suo numero 946 ha scritto:
“Seguendo gli ordini della Guida Suprema [Ali Khamenei] di avviare un vasto movimento di fedeli per aiutare i poveri nel mese sacro del Ramadan, con l’iniziativa del comandante in capo dell’IRGC [Hossein Salami], si è tenuta nel quartier generale dell’IRGC una riunione dei capi delle istituzioni di sostegno. Durante questo incontro, a cui hanno partecipato il ministro dell’Industria, delle Miniere e del Commercio, il capo della Fondazione Mostazafan della Rivoluzione Islamica, il capo del centro Esecuzione dell’Ordine dell’Imam Khomeini (EIKO), il capo del Comitato di Soccorso Imam Khomeini e il capo della Forza di Mobilitazione della Resistenza (Basij), è stato approvato che un quartier generale, intitolato all’Imam Hassan [il secondo imam sciita], composto da istituzioni di sostegno e dal Ministero dell’Industria, delle Miniere e del Commercio, si assumerà la responsabilità di elaborare politiche, organizzare, pianificare e attuare piani per aiutare i poveri e i bisognosi nella società.”
La creazione del “quartier generale dell’Imam Hassan” dell’IRGC mostra che la situazione, che potrebbe migliorare se gestita da organismi sanitari e medici specializzati con l’aiuto di organizzazioni internazionali, è stata ora affidata a un quadro militare e ai regolamenti militari dell’IRGC.
D’altra parte, la mafia dell’IRGC intende trasferire gli abitanti delle baraccopoli urbane dal loro luogo di residenza con il pretesto del coronavirus.
Il sito web statale Basirat, affiliato all’IRGC, ha pubblicato un articolo il 12 aprile a firma Parvin Mirzaie. In tale articolo, intitolato: “Migrazione inversa: uno strumento efficace nella lotta contro il coronavirus in Iran. Il ritorno degli abitanti dei quartieri poveri nei villaggi”, è scritto:
“Riassumendo ciò che è stato detto, sembra che – mentre le periferie delle aree metropolitane iraniane sono diventate una zona calda per il coronavirus a causa della densità della popolazione, e la malattia probabilmente persisterà a lungo – la migrazione inversa dei lavoratori, che sono principalmente abitanti delle baraccopoli, verso i villaggi possa essere una soluzione efficace. Dato che l’infrastruttura di comunicazione reale e virtuale dei villaggi è in buone condizioni, incoraggiare la popolazione emarginata del Paese a invertire la migrazione andando verso i villaggi e rilanciare l’agricoltura con l’uso scientifico e di principio delle piogge stagionali, oltre a facilitare il controllo delle malattie, può anche influenzare le entrate di questo gruppo. Inoltre impedirà loro di migrare verso Paesi vicini (cosa che causa danni irreparabili) e completerà il ciclo di produzione di derrate agricole all’interno, evitandoci di importare questi articoli durante l’attuale crisi globale.”
L’IRGC intende cambiare il tessuto urbano delle città. In questo modo, invece di risolvere la crisi, l’IRGC vorrebbe cancellare il problema. Cerca di prevenire uno tsunami di rabbia da parte della fascia di popolazione povera e indigente che vive nei sobborghi e nelle baraccopoli.
Nel frattempo, il 1° marzo, il generale di brigata Majid Khorasani, direttore della Fondazione Cooperativa dell’IRGC, responsabile per l’IRGC stesso della logistica e dei supporti, in un’intervista al settimanale statale Sobh-e Sadeq ha dichiarato:
“La seconda ondata del progetto abitativo dell’IRGC è iniziata la scorsa settimana, durante una videocomunicazione nell’ufficio del comandante in capo dell’IRGC. Questo è accaduto alla vigilia del compleanno di Fatima-al Zahra [figlia del profeta dell’Islam]. In questa ondata, 15 province hanno attivato un programma quinquennale per fornire alloggi ai dipendenti. Di queste 15 province, 9 hanno iniziato i loro progetti e 6 hanno iniziato i loro programmi di progettazione. Il comandante in capo dell’IRGC ha ordinato l’attivazione di 10.000 unità in 15 province. Pertanto, è stata lanciata una parte di questo programma quinquennale.”
In un altro punto della sua intervista, Khorasani ha ammesso:
“Ad esempio, [Khamenei] ha affermato che chiunque faccia parte delle forze armate dovrebbe sapere che dopo la fine del suo servizio avrà una casa e quindi non avrà più un problema abitativo. Altrove, dicono, aiutano i dipendenti con 15 anni di servizio a diventare proprietari di case. In un recente incontro con i comandanti dell’IRGC, [Khamenei] ha evidenziato che si dovrebbero prendere in considerazione l’alloggiamento e il sostentamento delle forze dell’IRGC. Nel primo incontro del nuovo anno con il comandante in capo dell’IRGC (il generale di brigata Hossein Salami, che era appena stato nominato), la Guida Suprema ha enfatizzato la necessità di affrontare le questioni relative alle risorse umane e al sostentamento delle forze dell’IRGC.”
La seconda ondata del progetto di edilizia abitativa per le Guardie Rivoluzionarie mostra che, da un lato, il budget del Paese viene speso per il sostentamento e le abitazioni dell’IRGC e dei militari, ma, dall’altro lato, essi hanno in programma di trasferire e far migrare i poveri abitanti delle baraccopoli.
Quindi, le forze armate del regime non sono preoccupate per il coronavirus o per gli abitanti delle baraccopoli. Sono preoccupate per il possibile effetto sociale del coronavirus, ed è questo che le ha spinte a elaborare questi piani.
D’altra parte, il settimanale statale Sobh-e Sadeq l’11 aprile ha riferito che ci sarà “una grande manifestazione militare del Basij in tutto il Paese con oltre 54.000 punti di iniziativa”. Questa parata militare si svolge con il pretesto di aiutare i poveri nell’epidemia di coronavirus e durerà fino alla fine del Ramadan.
Cosa ancora più importante, il saccheggio e la corruzione degli ufficiali dell’IRGC e delle forze militari criminali della Repubblica Islamica hanno raggiunto un tale livello che essi stanno provando di tutto per cancellarne gli effetti. Ad esempio, mettendo in scena questi spettacoli per prevenire una rivolta popolare o la rivolta dell’esercito di persone affamate.
Alcuni casi
Mafia giudiziaria
I principali organi oppressivi del regime iraniano sono alle prese con varie crisi insieme a quella del coronavirus, inclusa la competizione tra criminali corrotti della magistratura.
La competizione tra due mafie, il clan Larijani e Ebrahim Raisi (l’attuale capo della magistratura), nella principale piramide del potere è stata dimostrata dall’arresto di Akbar Tabari-Pour. Akbar Tabari è stato vicepresidente esecutivo e direttore generale delle finanze della magistratura per oltre 20 anni. È stato, fino agli ultimi giorni lavorativi nel marzo 2019, il vicepresidente esecutivo di Sadeq Amoli-Larijani, allora capo della magistratura del regime. Ma, con una mossa insolita, Raisi lo ha licenziato.
Il ruolo dell’IRGC e due informatori.
L’IRGC ha preso in ostaggio tutti i canali economici dell’Iran. Elementi dell’IRGC si sono infiltrati in tutti i settori economici e stanno guadagnando fondi e creando posti di lavoro per l’IRGC. Tuttavia, quando si tratta di conflitti interni, alcuni dei principali dirigenti vengono sostituiti in “alto”; nel frattempo alcuni elementi vengono giudicati, ed essi iniziano a fare alcune importanti rivelazioni alla stampa.
