Scritto da Roberto Delponte
Secondoprotocollo.org, 6 agosto – Finalmente qualcosa sembra muoversi e qualcuno inizia a parlare di rivoluzione democratica in Iran, un 25 aprile iraniano. La svolta è venuta dalla serie di esecuzioni avvenuta in Iran in questi giorni oltre alle centinaia di arresti perpetrati dal regime dei Mullah nei confronti di quei giovani che non si vestivano seguendo i precetti impartiti dal regime o avevano semplicemente un taglio di capelli alloccidentale.
Purtroppo bisogna essere realisti e un 25 aprile iraniano non sarà possibile fino a quando il regime di Teheran manterrà un potere militare come quello che attualmente ha, un potere oltretutto rafforzato ultimamente dalle solerti mani russe, francesi, inglesi e purtroppo anche italiane, le quali oltre ad armi tecnologicamente avanzate continuano a fornire allIran tutta una serie di tecnologie camuffate da prodotti ad uso civile ma che possono essere usate anche in campo bellico.
Anche la dichiarazione italiana contro le barbare esecuzioni avvenute ultimamente in Iran non sono così forti come dovrebbero essere, niente di più di quanto non sia stato fatto in occasione dellimpiccagione di Saddam Hussein, un vero macellaio che aveva ucciso milioni di persone. Nel caso dellIran addirittura altri paesi europei non hanno alzato una sola voce mentre proprio per Saddam si erano scandalizzati così tanto da rivedere persino le loro strategie con lIraq.
Non vorrei passare per ripetitivo o petulante ma continuo a pensare che latteggiamento di Teheran è dettato dallaccondiscendenza europea, soprattutto da quando lUE non ha tolto la resistenza iraniana dalla lista dei gruppi terroristi. In coincidenza con questa decisione, chissà perché, le esecuzioni in Iran si sono improvvisamente moltiplicate.
Non è un caso, lIran teme i Mojahedin del Popolo Iraniano più di qualsiasi altra cosa, più delle sanzioni o degli interventi militari, perché sa che sono i soli in grado di rovesciare il regime dallinterno e senza inutili spargimenti di sangue. Non appoggiare i Mojahedin del Popolo Iraniano è stata per lEuropa una implicita accettazione della politica estera iraniana, comprese le mire in Medio Oriente, una accondiscendenza conscia e quindi dolosa.
Ieri secondoprotocolo.org ha pubblicato un articolo riguardante le strategie terroristiche iraniane allestero mettendo a disposizione un formidabile documento che ci è stato inviato proprio dalla resistenza iraniana. Ed è proprio per la sua attendibilità (ricordiamo che la resistenza iraniana è stata la prima a denunciare il programma nucleare iraniano) che quel documento assume i connotati di un avvertimento allEuropa, un avvertimento che non può e non deve essere ignorato, non si scambia la pace con gli interessi.
