
L’ex vicepresidente del Parlamento europeo, dottor Alejo Vidal-Quadras, interviene alla manifestazione “Free Iran 2025” a Bruxelles il 6 settembre 2025
I procuratori spagnoli hanno formalmente concluso che il regime clericale al potere in Iran è stato responsabile del tentato omicidio dell’ex vicepresidente del Parlamento europeo Alejo Vidal-Quadras a Madrid nel 2023, segnando la più chiara attribuzione giudiziaria finora in un caso che ha messo sempre più in luce l’uso da parte di Teheran di reti criminali europee contro gli oppositori all’estero.
In un atto d’accusa riportato dai principali media spagnoli il 23 ottobre, i pubblici ministeri hanno chiesto pene detentive fino a 27 anni per sette imputati accusati di aver partecipato all’attentato del 9 novembre 2023, quando un uomo sparò al dottor Vidal-Quadras al volto vicino alla sua abitazione di Madrid.
Il significato non risiede tanto nelle pene richieste, quanto nel modo in cui i pubblici ministeri descrivono ora l’operazione.
L’agenzia EFE ha citato l’accusa, secondo la quale l’Iran sarebbe stato coinvolto in operazioni segrete per “perseguitare, intimidire e persino assassinare oppositori, dissidenti e voci critiche al di fuori dei suoi confini”. I procuratori affermano che il gruppo criminale coinvolto nell’attentato al dottor Vidal-Quadras operava dall’Iran.
Da una “pista iraniana” a una conclusione della Procura
Per quasi tre anni, gli investigatori spagnoli si sono riferiti con cautela alla “pista iraní”, ovvero al “piombo iraniano”.
Quella formulazione si è ormai consolidata.
EL PAÍS Traces Fugitive ‘Pacho’ Linked to Assassination Attempt on Vidal-Quadras to #Iranhttps://t.co/Yqmy1Fxnyy
— NCRI-FAC (@iran_policy) August 20, 2025
Secondo quanto riportato da El País, i pubblici ministeri attribuiscono il tentato omicidio all’Iran e lo considerano parte di una campagna internazionale contro gli oppositori del regime clericale. Il giornale ha inoltre evidenziato che il giudice istruttore Santiago Pedraz aveva già concluso che l’attentato fosse collegato al ruolo del dottor Vidal-Quadras come figura di spicco in Europa a sostegno dell’opposizione iraniana e in particolare dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK).
Il dottor Vidal-Quadras aveva svolto un ruolo importante negli sforzi per rimuovere il MEK dalle liste terroristiche europee. Teheran lo ha quindi inserito in una lista di sanzioni nell’ottobre 2022, accusandolo di sostenere il terrorismo.
Oggi i pubblici ministeri spagnoli considerano quel passato un elemento centrale per la determinazione del movente.
Secondo quanto riportato da La Vanguardia, l’atto d’accusa fa specifico riferimento alla designazione del dottor Vidal-Quadras da parte di Teheran e collega l’attentato al suo sostegno politico all’opposizione iraniana.
Un avvertimento cinque giorni dopo l’attentato
Un dettaglio dell’accusa è particolarmente eclatante. Cinque giorni dopo l’attentato al dottor Vidal-Quadras, l’agenzia di stampa iraniana Fars ha pubblicato un avvertimento alla Spagna riguardante il MEK. Secondo La Vanguardia, i pubblici ministeri interpretano il messaggio come collegato al tentato omicidio.
Spanish court says attempt on former politician's life linked to opposition to Iran leadership – https://t.co/sYXs4Y3Z49
— Reuters Iran (@ReutersIran) July 9, 2025
L’avvertimento affermava che la Spagna avrebbe dovuto evitare di entrare a far parte di uno “scenario” legato al MEK e che ospitare o permettere all’organizzazione di operare sul suolo spagnolo avrebbe avuto “gravi conseguenze”.
La tempistica ora rientra nella ricostruzione del contesto politico che ha circondato l’attentato, effettuata dalla procura spagnola.
La presunta struttura operativa era deliberatamente indiretta. I pubblici ministeri identificano Sami Bekal Bounouare come l’organizzatore che ha impartito le istruzioni per l’assassinio. È tuttora latitante. Gli investigatori spagnoli ritengono che sia fuggito attraverso Marocco, Qatar, Brasile, Colombia e Turchia prima di raggiungere infine l’Iran. Nel 2025, El País ha riportato che gli inquirenti credono che si sia rifugiato lì.
I gregari criminali di Teheran in Europa
Il caso si inserisce inoltre in uno schema più ampio sempre più esaminato dai servizi di sicurezza europei: il regime iraniano esternalizza la violenza a organizzazioni criminali anziché impiegare agenti statali identificabili.
How Prof #VidalQuadras Landed on #Tehran’s Hit Listhttps://t.co/wFUg91YS2P
— NCRI-FAC (@iran_policy) November 12, 2023
Il presunto attentatore, Mehrez Ayari, è stato collegato dagli inquirenti alla Mocro Mafia, una rete informale di gruppi della criminalità organizzata che opera principalmente nei Paesi Bassi e in Belgio.
Nel 2024, l’agenzia EFE ha riferito che gli inquirenti consideravano il collegamento con la Mocro Mafia un’importante conferma dell’ipotesi iraniana, poiché Teheran era già stata accusata in precedenza di impiegare criminali associati alla rete.
Il caso assunse ulteriore rilevanza quando Ayari fu arrestato nei Paesi Bassi mentre, secondo le accuse, si stava preparando a commettere un altro omicidio a sfondo politico. Le autorità olandesi lo stavano inoltre indagando per un sospetto complotto contro un attivista e giornalista iraniano.
L’intelligence olandese si spinse oltre. Come riportato da El País nell’aprile del 2025, il servizio di intelligence olandese AIVD identificò l’attentato al dottor Vidal-Quadras come un elemento in linea con la strategia di Teheran di utilizzare reti criminali per mettere a tacere gli oppositori all’estero.
Questo metodo offre vantaggi evidenti: distanza tra lo Stato e l’esecutore materiale, possibilità di eliminare gli intermediari criminali e la possibilità di negare plausibilmente ogni responsabilità in caso di fallimento dell’operazione.
Un caso con più di una vittima
Il dottor Vidal-Quadras è sopravvissuto perché ha girato la testa nel momento in cui è stato sparato il colpo e ha ricevuto immediatamente assistenza medica.
L’ultimo documento depositato dall’accusa, tuttavia, trasforma la portata del suo caso.
Quello che è iniziato nel novembre 2023 come una sparatoria in una strada di Madrid viene ora presentato dai procuratori spagnoli come un episodio di una campagna più ampia che si estende oltre i confini della Spagna, in cui Teheran individua obiettivi politici, intermediari criminali presumibilmente forniscono la distanza operativa e la violenza viene esternalizzata.
Come riassunto da elDiario.es, secondo la posizione dell’accusa il tentato assassinio faceva parte di “un’operazione segreta condotta dall’Iran”.
Per i governi europei, tale formulazione ha implicazioni che vanno ben oltre i sette imputati attualmente in attesa di processo.
