Un cittadino Baha’i ucciso, 17 arrestati e chiuse le attività di decine di altri
Il disumano regime iraniano nei giorni scorsi ha lanciato una nuova ondata di repressione e arresti contro i compatrioti Baha’i in tutto il paese. Il 15 Novembre, diciassette Baha’i sono stati arrestati a Tehran, Esfahan e Mashhad.
Le forze repressive hanno perquisito le loro case e le attività confiscando alcuni beni di loro proprietà.
Contemporaneamente il 14 e il 15 Novembre sono state chiuse le attività di altri cittadini Baha’i a Rafsanjan, Sari, Tonekabon e Qaemshahr. Le forze repressive le hanno chiuse perché i proprietari non avevano aperto i negozi per celebrare alcune cerimonie religiose Baha’i.
Inoltre il 14 Novembre il compatriota Baha’i Kourosh Rouhi è morto in circostanze sospette nel parcheggio fuori della sua casa di Shiraz.
La Resistenza Iraniana condanna con fermezza l’oppressione criminale e brutale dei Baha’i e chiede a tutte le agenzie internazionali in difesa dei diritti umani, all’attuale sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU e a tutti gli stati membri di condannare nel modo più deciso il fascismo religioso al potere in Iran per le sue crudeli e sistematiche violazioni dei diritti umani, come le esecuzioni arbitrarie e collettive, la repressione delle varie etnie e nazioni e dei seguaci delle diverse fedi e religioni, e di presentare il dossier sui crimini commessi da questo regime, tra cui l’esecuzione di 120.000 prigionieri politici, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
16 Novembre 2015
