domenica, Novembre 27, 2022
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Iran – Diritti Umani: quattro dita amputate ad un prigioniero in pubblico

CNRI – Il sito web di stato “Tabnak” ha riportato venerdì la notizia che ad un iraniano sono state amputate quattro dita in pubblico nella città di Abarkooh, Iran del sud, secondo quanto dichiarato da un comandante della polizia della provincia meridionale di Yazd.

 

Il colonnello Ahmad Gholamzadeh ha detto che le quattro dita della mano destra del prigioniero sono state amputate alle presenza delle forze di sicurezza dello Stato e delle autorità giudiziarie della città.

E ha detto: “Il prigioniero, identificato solo dalle iniziali M.N., era stato condannato all’amputazione in pubblico di quattro dita, ad un anno di carcere e al pagamento di una multa per aver ottenuto indebitamente una proprietà”.

Ed ha aggiunto: “L’amputazione delle quattro dita della mano destra del prigioniero è stata compiuta fuori del centro di detenzione della città, in pubblico, utilizzando una macchina a ghigliottina”.

Il regime iraniano l’anno scorso ha svelato una macchina terrificante con la quale di solito vengono tagliate le dita. Questo apparecchio sembra un attrezzo ideato per un agghiacciante film dell’orrore e funziona come una sega circolare che ghigliottina le dita del prigioniero.

Durante il primo anno di presidenza di Hassan Rouhani, oltre 800 persone sono state giustiziate e altre centinaia hanno subito pene degradanti e disumane come l’amputazione, la fustigazione in pubblico e l’esposizione nelle strade.

Il 6 Agosto un detenuto di 27 anni è stato impiccato in pubblico, ma prima di impiccarlo i suoi aguzzini lo hanno frustato 100 volte mentre la folla assisteva scioccata.

Almeno 200 persone sono state fustigate il mese scorso nella provincia iraniana di Qazvin, sembra per aver mangiato in pubblico durante il mese sacro del Ramadan.

Un funzionario di Qazvin, Ismail Sadeghi-Niaraki, ha ammesso l’entità delle pene medievali applicate dal regime sotto la presidenza del cosiddetto “moderato” Hassan Rouhani.

Ha detto: “Misure eccezionali sono state prese dalla magistratura della provincia di Qazvin”. Nell’arco di un mese “400 persone sono state arrestate ed alcune diffidate. I casi di altre 200 sono stati esaminati dalla magistratura e le condanne alla fustigazione eseguite a 24 ore dal loro arresto”.

La Resistenza Iraniana ha ripetutamente condannato l’applicazione di pene medievali da parte del regime teocratico in Iran ed ha chiesto la presentazione del dossier sulle violazioni dei diritti umani del regime al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

 

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