martedì, Novembre 29, 2022
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Iran: Il discorso di Maryam Rajavi in occasione del terzo anniversario del 17 giugno

Rajavi : Il 17 giugno 2003 è il risultato di una mercanzia  per interessi a brevi termini e contratti economici

ImageSignori  sindaci,
Signore e signori,

Ho appena appreso che al termine di tre anni di pressioni e di limitazioni, la Corte d’appello di Parigi, contro il parere del giudice d’istruzione, ha deciso di cancellare tutte le restrizioni ingiuste imposte in nome del controllo giudiziario ad ogni persona fermata il 17 giugno.Permettevi inizialmente di salutare tutti i miei fratelli e le mie sorelle che sono stati privati di venire ad Auvers-sur-Oise. Benvenuto a tutti. Ringrazio tutti gli avvocati, specialmente dott. Henri Leclerc ed i giudici francesi.

Questa decisione ci rallegra. Ma allo stesso tempo, è molto penoso sapere che per tre anni, senza la ragione  queste limitazioni sono state come uno ostacolo alle nostre attività legittime e legali per denunciare i crimini del regime dei mullah.

 La decisione d’oggi mostra nuovamente che questa fascicolo è completamente vuoto. Se passa in giudizio, il tribunale proverà che tutte queste accuse sono completamente false.

 Chiediamo la chiusura di questo fascicolo, o che ci si trovi il più presto possibile dinanzi ad un tribunale per fare cadere il resto delle restrizioni.

 Fin dalla partenza, non è mai esistito la base reale  né giuridica a questo fscicolo. Le accuse  di terrorismo sono soltanto un pretesto. Quando queste accuse  sono cadute in un vicolo cieco, anziché dichiarare la fine di questo fascicolo, hanno fabbricato accuse finanziarie. Ma sono così vuote come le accuse  di terrorismo. Il fascicolo finanziario del Consiglio nazionale della resistenza iraniana è bianco. I responsabili interessati del CNRI sono pronti a testimoniare in qualsiasi tribunale ma non sono stati mai convocati. La resistenza iraniana, da un punto di vista finanziario si sostiene dal popolo iraniano. L’indipendenza finanziaria è la garanzia dell’indipendenza politica di questa resistenza da un quarto di secolo.

Il 17 giugno 2003 è il risultato di una mercanzia  per interessi a brevi termini e contratti economici. È anche un errore di calcolo politico sul regime dei mullah. Il fallimento di questa politica che puntava sui cosiddetti moderati nella dittatura religiosa e terroristica ormai, è stato dimostrato. L’incursione imbarazzata del 17 giugno ha tentato invano di smantellare l’opposizione democratica iraniana.  Questa incursione ha voluto fornire un aiuto al regime dei mullah.

 Durante questi ultimi tre anni, sotto pretesto d’indagine giuridica, hanno messo in serio pericolo le nostre libertà:

 – Ci hanno limitato la nostra libertà d’espressione.
 – Ci hanno tolto, a me ed a numerosi responsabili della resistenza, il diritto di viaggiare.
 – A molti membri e simpatizzanti della resistenza hanno imposto il divieto di incontrarsi.
 –  Ad un gran numero di militanti della resistenza è stato vietato di venire negli uffici del CNRI ad Auvers-sur-Oise.
 – Il denaro legittimo di questa resistenza è stato sequestrato  da tre anni, mentre fin dalla partenza, hanno detto loro stessi che questo denaro era leggittimo.
 – Centinaia di migliaia d’euro di denaro personale e centinaia compiuter e altre attrezzature dei militanti di questa resistenza sono stati sempre sequestrati.

 A chi se non alla dittatura dei mullah giovano queste restrizioni?

 Coloro che sono all’origine di questa grande ingiustizia devono rispondere oggi:

 Perché, per far piacere ai mullah, sacrificate il popolo iraniano violando tutti i principi umani e democratici?
 Perché mantenendo aperto questo fascicolo  limitate le nostre attività legittime contro il fascismo religioso al potere in Iran?
 Perché l’indagine è soltanto basato a delle accuse? Perché tanti sforzi senza fine per provare una accusa senza base e violare la presunzione d’innocenza?
 …… Condividiamo tuttavia lo stesso rispetto dei diritti dell’uomo, e dello stato di diritto. I valori che hanno fatto della  Francia la  culla dei diritti dell’uomo…..

Vorrei qui ringraziare francamente signore sindaco d’Auvers-sur-Oise Jean-Pierre Béquet e signore la Dominica Lefèvre, i difensori dei diritti dell’uomo Auversois e Val d’Oisiens per il loro sostegno senza limiti durante questi tre anni.

 Nei  giorni difficili del giugno 2003, voi eravate qui con noi e ciò resterà segnato nelle relazioni tra i popoli francesi ed iraniani. Riconosco il Francia attraverso questi valori che comprendete e non in ciò che è avvenuto il 17 giugno.

 Attraverso i valori di libertà, d’uguaglianza e di classe. È la vera faccia dei francesi.

 Lottiamo per instaurare la libertà ed una repubblica pluralistica, fondata sulla separazione della religione e dello Stato, l’uguaglianza totale tra le donne e gli uomini, il rispetto delle libertà individuali, politiche e sociali, il rispetto delle convenzioni internazionali. Nell’Iran di domani difenderemo l’abolizione della pena di morte.

 Se resistere contro una dittatura religiosa per la libertà è un crimine, allora io e tutti i membri della resistenza e tutti quelli che la sostengono, è con orgoglio che accettiamo questa accusa . Siamo determinati ad instaurare la libertà e la democrazia e ci siamo impegnati per ciò ad andare fino alla fine. Nulla potrà salvare il regime dei mullah dalla sua caduta.

 Tre anni fa, di fronte al giudice della libertà, io avevo dichiarato: quando mi sono impegnato nella lotta per la libertà, mi ero preparata alla prigione, alla tortura e come decine di migliaia di altri resistenti, ad essere giustiziata. Ma mai non avrei pensato che fossi imprigionato in Francia a causa di ciò. Ed indirizzandomi al procuratore che mi minacciava di prigione, gli ho detto: potete imprigionarmi, ma non potete impedirmi di lottare per la libertà. Oggi nessuno può impedire al popolo iraniano di liberarsi ed instaurare la democrazia. Com’è scritto nella dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, resistere è un "diritto naturale ed inalienabile".

 Sì, in un’epoca in cui regna l’oppressione, resistere significa essere o non essere. Resisto allora ci sono. Resistiamo, allora esistiamo.

 sessantasei anni fa , tra i  giorni simili, la voce del generale di Gaulle è echeggiata in Francia: "La fiamma della resistenza non deve estinguersi e non si estinguerà.”. "Le fiamme della libertà illumineranno  presto la mia patria colpita dall’oppressione dei mollahs.”.

 La perseveranza dei combattenti della libertà dell’Iran nella Città d’Ashraf in Iraq in questi ultimi tre anni ed il sostegno crescente portato al Consiglio nazionale della resistenza iraniana sul piano internazionale, vengono a dimostrare questa realtà.

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