
Gli studenti gridano: “Morte a Khamenei”, “Questa patria non sarà una patria finché i mullah non saranno avvolti nel sudario”, “Morte all’oppressore, che sia lo Scià o la Guida (Khamenei)”, e “Né monarchia né teocrazia, democrazia, uguaglianza”
Martedì 24 febbraio 2026, nel quarto giorno della rivolta studentesca nazionale, le università di Teheran e di altre città sono state teatro di diffuse manifestazioni studentesche, scontri con le forze repressive e della risonanza di slogan contro il regime.
Gli studenti dell’Università Soore e del Conservatorio si sono radunati scandendo slogan roboanti come “Giuriamo sul sangue dei nostri compagni, resistiamo fino alla fine”, “Non vogliamo spettatori, unitevi a noi” e “Basiji, Pasdaran, voi siete il nostro ISIS”, ampliando il clima di protesta nel cuore di Teheran. Contemporaneamente, presso l’Università di Tecnologia Khajeh Nasir Toosi (campus di Vanak e altre facoltà) e l’Università di Scienza e Tecnologia dell’Iran (IUST), studenti audaci hanno ingaggiato duri scontri con i mercenari dei Basij e con agenti in borghese che tentavano di reprimere il raduno. Scandendo “Mascalzoni, mascalzoni”, gli studenti hanno costretto i mercenari alla ritirata.
In queste manifestazioni, gli studenti hanno espresso la loro determinazione a rovesciare il regime clericale con slogan come “Morte a Khamenei”, “Quest’anno è l’anno del sangue, Seyyed Ali (Khamenei) sarà rovesciato”, “Povertà, corruzione, prezzi alle stelle: marciamo per rovesciare”, “Questa patria non sarà una patria finché i mullah non saranno avvolti nel sudario” e “Gli studenti muoiono ma non accettano l’umiliazione”. All’Università Nazionale (Melli), all’Università di Tecnologia Sharif, all’Università di Teheran e all’Università Pars di Arte e Architettura, gli studenti, con vigilanza e una netta presa di distanza da ogni forma di dittatura, hanno scandito “Morte all’oppressore, che sia lo Scià o la Guida (Khamenei)” e “Né monarchia né guida, democrazia, uguaglianza”. All’Università Nazionale, gli studenti hanno dato alle fiamme immagini di Khomeini e Khamenei. I mercenari del regime hanno fatto volare droni per identificare i manifestanti, suscitando la rabbia e il disgusto degli studenti.
All’Università Nazionale e alla IUST, i mercenari dei Basij e le guardie di sicurezza hanno attaccato gli studenti, provocando scontri e il ferimento di diversi di loro. All’Università Sadjad di Mashhad, gli agenti di sicurezza hanno impedito agli studenti di entrare nel luogo del raduno, ma gli studenti hanno continuato la protesta scandendo “Libertà, libertà, libertà”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
25 febbraio 2025
