
Martedì 18 ottobre, nel 33° giorno della rivolta nazionale, sono proseguite le proteste studentesche nelle Università di Teheran e in varie città del Paese. Gli studenti dell’Università Allamah, al grido di “Vergogna! Vergogna!”, hanno impedito ad Ali Bahadori Jahormi, portavoce del governo, di tenere un discorso nell’ateneo.
Gli studenti cantavano: “Non vogliamo erbacce, non vogliamo ospiti assassini”, “I cannoni, i carri armati e le pistole non fanno più paura! Dite a mia madre che non ha più una figlia”, “Basiji senza radici, qui non diventerà Sharif”, riferendosi al massacro nell’Università di Sharif, e “Gli studenti moriranno, ma non accetteranno più umiliazioni”.
Gli studenti della Facoltà di Ingegneria Elettrica dell’Università Khajeh Nasir hanno protestato cantando “Hanno sparato, ucciso e dato fuoco a Evin” e “Abbiamo sentito gli spari mentre raccontavamo la verità”. Gli studenti dell’Art University hanno cantato l’inno nazionale della Resistenza, “O-Iran”. Gli studenti dell’Università di Melli hanno chiesto il rilascio dei prigionieri politici nel loro sit-in. Gli studenti della Facoltà di Ingegneria Industriale dell’Università di Teheran hanno protestato e scioperato.
October 18 – Tehran, #Iran
Students of the Arts College gather for a meaningful performance of Iran's ancient national anthem.#IranRevolution2022#مهسا_امینی #آزادی_آزادی_آزادی pic.twitter.com/ElnP7XI746— People's Mojahedin Organization of Iran (PMOI/MEK) (@Mojahedineng) October 18, 2022
Anche gli studenti delle università di Gilan, Golshahr a Karaj, Mazandaran e Arte a Tabriz hanno scioperato e manifestato. Gli studenti dell’Università delle Arti di Tabriz hanno cantato: “Tutta la mia anima e il mio corpo sono per il mio Paese”. Gli studenti dell’Università di Gilan hanno intonato “Né a Gaza né in Libano, sacrifico la mia vita solo per l’Iran” e all’Università di Mazandaran hanno intonato “Per ogni caduto, mille si alzano”.
Gli studenti delle scuole hanno protestato in diverse città, tra cui Teheran e Sanandaj, scandendo “Morte al dittatore”. A Rasht, diversi giovani hanno manifestato scandendo slogan anti-regime.
October 18 – Saqqez, western #Iran
More footage of locals continuing the nationwide protests against the regime on the 33rd night of the uprising.#IranRevolution2022#مهسا_امینی #آزادی_آزادی_آزادیpic.twitter.com/cuohN6bofj— People's Mojahedin Organization of Iran (PMOI/MEK) (@Mojahedineng) October 18, 2022
Il colonnello dell’IRGC Mohammad Reza Muzashi, vice responsabile delle forze di sicurezza del regime nella provincia di Yazd, ha rivelato la paura del regime nei confronti della rivolta e ha ammesso la repressione degli adolescenti. Il 18 ottobre scorso, infatti, il sito web statale Entekhab ha riportato alcune sue dichiarazioni: “Alcuni giovani e adolescenti stanno partecipando a questo movimento” e che “la polizia è costretta a fronteggiarli secondo le modalità previste per ristabilire l’ordine”. Ha inoltre aggiunto che “qualsiasi veicolo che interferisca nelle operazioni di mantenimento dell’ordine pubblico sarà multato di 3.150.000 rial nel primo caso e verrà sequestrato in caso di reiterazione”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI)
18 0ttobre 2022
