domenica, Novembre 27, 2022
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Iran: 33° giorno della rivolta nazionale, proteste degli studenti, espulsione del portavoce del governo dall’Università Allamah

Martedì 18 ottobre, nel 33° giorno della rivolta nazionale, sono proseguite le proteste studentesche nelle Università di Teheran e in varie città del Paese. Gli studenti dell’Università Allamah, al grido di “Vergogna! Vergogna!”, hanno impedito ad Ali Bahadori Jahormi, portavoce del governo, di tenere un discorso nell’ateneo.
Gli studenti cantavano: “Non vogliamo erbacce, non vogliamo ospiti assassini”, “I cannoni, i carri armati e le pistole non fanno più paura! Dite a mia madre che non ha più una figlia”, “Basiji senza radici, qui non diventerà Sharif”, riferendosi al massacro nell’Università di Sharif, e “Gli studenti moriranno, ma non accetteranno più umiliazioni”.
Gli studenti della Facoltà di Ingegneria Elettrica dell’Università Khajeh Nasir hanno protestato cantando “Hanno sparato, ucciso e dato fuoco a Evin” e “Abbiamo sentito gli spari mentre raccontavamo la verità”. Gli studenti dell’Art University hanno cantato l’inno nazionale della Resistenza, “O-Iran”. Gli studenti dell’Università di Melli hanno chiesto il rilascio dei prigionieri politici nel loro sit-in. Gli studenti della Facoltà di Ingegneria Industriale dell’Università di Teheran hanno protestato e scioperato.

Anche gli studenti delle università di Gilan, Golshahr a Karaj, Mazandaran e Arte a Tabriz hanno scioperato e manifestato. Gli studenti dell’Università delle Arti di Tabriz hanno cantato: “Tutta la mia anima e il mio corpo sono per il mio Paese”. Gli studenti dell’Università di Gilan hanno intonato “Né a Gaza né in Libano, sacrifico la mia vita solo per l’Iran” e all’Università di Mazandaran hanno intonato “Per ogni caduto, mille si alzano”.
Gli studenti delle scuole hanno protestato in diverse città, tra cui Teheran e Sanandaj, scandendo “Morte al dittatore”. A Rasht, diversi giovani hanno manifestato scandendo slogan anti-regime.

Il colonnello dell’IRGC Mohammad Reza Muzashi, vice responsabile delle forze di sicurezza del regime nella provincia di Yazd, ha rivelato la paura del regime nei confronti della rivolta e ha ammesso la repressione degli adolescenti. Il 18 ottobre scorso, infatti, il sito web statale Entekhab ha riportato alcune sue dichiarazioni: “Alcuni giovani e adolescenti stanno partecipando a questo movimento” e che “la polizia è costretta a fronteggiarli secondo le modalità previste per ristabilire l’ordine”. Ha inoltre aggiunto che “qualsiasi veicolo che interferisca nelle operazioni di mantenimento dell’ordine pubblico sarà multato di 3.150.000 rial nel primo caso e verrà sequestrato in caso di reiterazione”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI)
18 0ttobre 2022

 

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