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Proteste studentesche su larga scala per il secondo giorno consecutivo nelle università di tutto il Paese

NCRI

Con slogan come: «Giuriamo sul sangue dei nostri compagni, resisteremo fino alla fine», «Morte al dittatore», «Morte a Khamenei», «Morte all’oppressore, che sia lo shah o la guida» e «Né monarchia né guida suprema: democrazia, uguaglianza»

Gli studenti respingono gli agenti dei Basij che scandiscono lo slogan fascista “Viva lo Shah”

Domenica 22 febbraio, le proteste antigovernative nelle università di tutto il Paese sono entrate nel loro secondo giorno. Gli studenti dell’Università di Teheran, la più grande e antica del Paese, hanno scandito slogan tra cui: «Morte al dittatore», «Quest’anno è l’anno del sangue; Seyed Ali (Khamenei) sarà rovesciato», «Morte a Khamenei», «Morte all’oppressore, che sia lo shah o la guida» e «Né monarchia né guida suprema: democrazia, uguaglianza».
Un gruppo di studenti dell’Università di Teheran ha diffuso oggi una dichiarazione in cui afferma:
«…Non esiste alcun legame tra l’università e la tirannia, né passata né presente… Nel corso della storia delle lotte dell’Iran, l’università è sempre stata un baluardo di libertà. Ancora una volta vediamo che le mani contaminate dei monopolisti cercano di trasformare questo spazio sacro in un terreno di gioco per forze reazionarie. L’obiettivo sinistro delle correnti monarchiche è legittimare il dispotismo e privare questo spazio, che deve essere la voce del popolo, della vera libertà e della democrazia… L’università è un baluardo inespugnabile di libertà. Noi, che abbiamo assaporato l’amara esperienza della repressione, non accettiamo alcuna forma di dittatura, né con il turbante né con gli stivali. Il nostro slogan è lo slogan storico del popolo iraniano: “Né monarchia né guida suprema — democrazia, uguaglianza”.»
All’Università Khajeh Nasir di Teheran, gli studenti hanno calpestato l’immagine di Khamenei e scandito: «Khamenei assassino, ti sbagli di grosso!». Hanno inoltre cantato «Guai al giorno in cui ci armeremo» e gridato «Senza vergogna, senza vergogna» per esprimere la loro opposizione agli agenti dei Basij.
All’Università di Scienza e Tecnologia di Teheran, le proteste sono continuate con slogan come: «Giuriamo sul sangue dei nostri compagni, resisteremo fino alla fine», «Finché i chierici non saranno avvolti nel sudario, questa patria non diventerà una vera patria» e «I prigionieri politici devono essere liberati, morte a Khamenei».
All’Università Melli (Beheshti) di Teheran, gli studenti hanno marciato scandendo: «Morte a Khamenei», «Giuriamo sul sangue dei nostri compagni, resisteremo fino alla fine» e «Combattiamo, moriamo, ci riprenderemo l’Iran».
All’Università Tecnologica Sharif di Teheran, si sono tenuti raduni per il secondo giorno consecutivo, con studenti che scandivano: «Giuriamo sul sangue dei nostri compagni, resisteremo fino alla fine», «Morte a Khamenei» e «Il sangue versato non potrà mai essere cancellato».
Anche le università Ferdowsi e Sajjad di Mashhad hanno registrato una massiccia partecipazione studentesca. Tra gli slogan: «Giuriamo sul sangue dei nostri compagni, resisteremo fino alla fine», «Quest’anno è l’anno del sangue; Seyed Ali (Khamenei) sarà rovesciato», «Libertà, libertà» e «Non abbiamo versato sangue per compromessi, né per lodare un leader assassino».
In alcune università, tra cui l’Università di Scienza e Tecnologia dell’Iran e l’Università Amir Kabir, agenti dei Basij hanno attaccato gli studenti e scandito lo slogan fascista «Viva lo Shah» nel tentativo di distorcere le proteste, ma hanno incontrato una ferma reazione da parte degli studenti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
22 febbraio 2026

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
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