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Le esecuzioni in Iran raggiungono quota 1.515 sotto Pezeshkian dopo altre sei impiccagioni domenica

NCRI

Iran: Sei prigionieri impiccati a Kermanshah e Karaj, il numero di esecuzioni durante la presidenza di Pezeshkian arriva a 1.515

La signora Rajavi: Khamenei, circondato da crisi insolubili, tenta di impedire l’esplosione di rivolte erigendo forche, ma ottiene solo una rabbia crescente da parte del popolo e dei giovani ribelli determinati a rovesciare il regime clericale.

Domenica 3 agosto, sei prigionieri sono stati mandati al patibolo dai boia del regime iraniano: Saber Azizpour a Khorramabad; Rasoul Arabi ad Arak; Moslem Jalali a Kermanshah; e Mohammad Garrousi, Reza Bakhtavar e Fariborz Haghi, di 28 anni, nella prigione centrale di Karaj. Con queste esecuzioni, il numero totale di prigionieri giustiziati durante il mandato di Pezeshkian sale a 1.515.

Sabato 2 agosto, Fouad Azar, 35 anni, a Yasuj, e Sajad Zare, 35 anni, a Gachsaran, sono stati giustiziati. Giovedì 31 luglio, una prigioniera di nome Nahid Jokar, Abolfazl Alaei e altre due persone sono state impiccate a Shiraz, mentre Asadollah Sagvandi è stato giustiziato ad Ahvaz. Mercoledì 30 luglio, nove prigionieri sono stati giustiziati dai boia del regime, tra cui una donna di nome Mahtab Bayati e Ali Ashrafkhani a Mashhad; Reza Afraei Mardakheh a Rasht; e Jaber Salami a Qom. I nomi degli altri cinque prigionieri erano stati già forniti in una precedente dichiarazione. Martedì 29 luglio, sei prigionieri, tra cui Arash Mohammadi, 36 anni, a Qom, e Mohammad Rikani ad Ahvaz, sono stati giustiziati; i nomi degli altri quattro erano stati comunicati in un precedente comunicato.

La signora Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha dichiarato: Khamenei e il maledetto regime del Velayat-e Faqih, circondati da crisi interne ed internazionali insormontabili, tentano disperatamente di prevenire l’esplosione della rabbia popolare e l’innesco di rivolte erigendo forche in varie città. Tuttavia, non fanno che alimentare la rabbia e l’odio del popolo, rafforzando ulteriormente la determinazione dei giovani ribelli a rovesciare il regime clericale.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI)
4 agosto 2025